George Russell completa l'opera iniziata sabato con una pole position costruita con un mix di astuzia e talento, conquistando il Gran Premio d'Austria con una gara di assoluto controllo. Grazie a questo successo, il britannico recupera dieci punti su Andrea Kimi Antonelli - oggi terzo al traguardo - e si porta a quaranta lunghezze dal compagno di squadra nella classifica iridata. Russell interrompe inoltre un digiuno di vittorie che durava dal Gran Premio d'Australia, prova inaugurale della stagione.
Russell non nasconde la soddisfazione: “Incredibile tornare sul gradino più alto. Mancava da un po', quindi stasera me la godrò di sicuro. Max e la Red Bull sono stati incredibilmente veloci questo weekend, complimenti a loro. Ho dovuto spingere a ogni singolo giro, sapevo quanto fossero rapidi quelli dietro”.
La sua è stata una corsa quasi impeccabile. Scattato bene dalla prima piazzola in griglia, ha difeso la testa e ha costruito un margine consistente su tutti grazie a un primo stint solido con gomma Medium. Qualche difficoltà l'ha incontrata nella fase centrale, dove sono riemerse le note incertezze nella gestione della Hard, ma superato il momento critico ha controllato con lucidità il vantaggio su Verstappen e Antonelli, conquistando così la seconda affermazione stagionale.
Ottima prova di Max Verstappen, secondo, finalmente in grado di mostrare la reale competitività della RB22 dopo l'incidente che lo aveva estromesso anzitempo dalla Q3. L'olandese, davanti al pubblico di casa Red Bull, è stato l'unico vero grattacapo per Russell, senza però mai trovare lo spunto decisivo per poterlo raggiungere e sopravanzare.
“È stata una gara molto positiva per noi, i primi giri sono stati piuttosto divertenti”, ha commentato Verstappen. “Onestamente credo che la macchina fosse in una buona finestra per metà gara, poi abbiamo accusato qualche problema che mi ha impedito di trovare un buon ritmo. Ma chiudere secondo così vicino alla vittoria mi rende molto felice. Ho preso una botta alle ginocchia nell'incidente di ieri, non è piacevole, ma oggi è andata bene”.
Per Antonelli resta un podio dal retrogusto amaro. Anche oggi il bolognese ha dimostrato di essere, in termini di ritmo, l'unico potenzialmente in grado di insidiare Russell, ma la posizione di partenza e i problemi di feeling ai freni fin dai primi giri gli sono costati due posizioni e un margine di tempo rivelatosi decisivo. Sfortunato anche nelle due esposizioni della Virtual Safety Car, avendo effettuato la sosta sempre poco prima del suo inserimento. Dopo lo "zero" di Barcellona, però, torna a muovere la classifica con un risultato pesante nella rincorsa al titolo.
Kimi ha così commentato la sua gara: “Ero un po' troppo esaltato nei primi giri e non ho guidato bene, ho commesso qualche errore di troppo. Ma una volta cambiate le gomme mi sono resettato e il passo era forte. Peccato solo essermi unito alla festa un po' troppo tardi”.
Oscar Piastri firma un buon quarto posto, anche se i venti secondi dal podio fanno male; netto il divario con il compagno Lando Norris, settimo. Stesso discorso per la Ferrari, oggi letteralmente dispersa rispetto a Barcellona: Hamilton si accontenta del quinto posto a parecchi secondi dal vincitore, mentre va anche peggio a Leclerc, irriconoscibile rispetto alle ottime qualifiche. Il monegasco chiude ottavo a 45 secondi da Russell e a quasi venti da Hamilton.
Bene invece Isack Hadjar, sesto e ancora una volta all'altezza del compito affidatogli dalla Red Bull: portare punti pesanti senza perdere terreno da Verstappen. Il parigino ha preceduto Norris, Leclerc e le due Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, entrambe in zona punti a completare la Top 10.
Altra giornata beffarda per l'Audi, con Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg appena fuori dai punti, undicesimo e dodicesimo. Anonime le Alpine, con Pierre Gasly tredicesimo e Franco Colapinto quindicesimo, separate dalla prima Haas di Oliver Bearman. Esteban Ocon ha portato la seconda VF-26 in sedicesima posizione, in una gara in calando dopo essere addirittura risalito in undicesima piazza al termine del primo giro.
Alexander Albon non va oltre il diciassettesimo posto, a conferma del momento difficile della Williams, zavorrata dal sovrappeso che incatena le monoposto di Grove. Altra gara da dimenticare per l'Aston Martin: Fernando Alonso chiude ultimo, gravato anche da una penalità per eccesso di velocità in pit lane, mentre Lance Stroll è stato richiamato ai box al giro 47 per il ritiro.
Corsa complicata anche per Carlos Sainz, tra i ritirati anzitempo: al giro 24, in pieno rettilineo, lo spagnolo ha visto spegnersi volante e vettura, parcheggiando a bordo pista e innescando la prima Virtual Safety Car. La dinamica lascia pensare a un problema di batteria, vero tallone d'Achille della power unit Mercedes in questa prima metà di 2026.
In casa Cadillac, infine, le attese erano alte: al Red Bull Ring le MAC-26 si sono presentate con diversi aggiornamenti, ma non se ne sono potuti apprezzare gli effetti. Valtteri Bottas si è ritirato al terzo giro e Sergio Perez appena due passaggi più tardi, entrambi traditi dal surriscaldamento dei freni.