La Baby-G non sarà tedesca: Mercedes raddoppia l'impianto in Ungheria


Data inizio: 13-07-2026 - Data Fine: 13-09-2026


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Di recente, il sindacato tedesco dei metalmeccanici è stato chiarissimo nel promettere un'estate calda ai vertici di costruttori e fornitori: l'IG Metall intende lanciare "un massiccio contrattacco" contro piani di riduzione della forza lavoro, chiusura di fabbriche o delocalizzazione delle attività produttive. A finire nell'occhio del ciclone non sono stati solo i vertici del gruppo Volkswagen, ma anche quelli di Mercedes-Benz, per un invito ai dipendenti a lavorare di più a parità di stipendio.

Chissà ora cosa diranno i rappresentanti dei lavoratori dopo la conferma dell'ennesimo progetto di espansione della produzione fuori dai confini della Germania: la Casa di Stoccarda ha infatti completato i lavori per il raddoppio della fabbrica ungerese di Kecskemét e, soprattutto, confermato la localizzazione nell'impianto magiaro della variante compatta della Classe G, che molti pensavano venisse assegnata a uno dei siti tedeschi (e precisamente a Rastatt, nel Baden-Württemberg).

Il raddoppio di Kecskemét

A ottenere l'assegnazione della novità in arrivo nel 2027 è invece Kecskemét. La decisione è direttamente legata alla strategia di riduzione dei costi perseguita dai vertici di Mercedes. L'impianto ungherese, infatti, garantisce economie di scala e riduzione delle spese ormai impossibili per gli impianti tedeschi, ancor di più dopo gli ultimi interventi sulle strutture produttive. Nella giornata di oggi, 13 luglio, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dei nuovi spazi alla presenza, tra gli altri, del premier Péter Magyar

I lavori, sostenuti da investimenti per circa un miliardo di euro, hanno portato alla realizzazione di due nuovi capannoni per le carrozzerie e le linee di assemblaggio, di un secondo reparto di stampaggio, di un nuovo reparto di verniciatura e di un impianto di assemblaggio di batterie. Nel complesso, la superficie dello stabilimento è passata da 200 a 440 ettari: Kecskemét è così diventato uno dei maggiori impianti di Mercedes-Benz a livello globale: con una capacità potenziale fino a 400.000 veicoli l'anno diventerà il più grande stabilimento della Stella a tre punte d'Europa.

L'espansione, che sarà accompagnata da un rafforzamento degli organici (oggi sono più di 5 mila i lavoratori impiegati) consentirà all'azienda di produrre diversi modelli oltre all'attuale Mercedes GLB. Si parte dalla Classe C elettrica, ma a breve arriverà anche la Baby-G, che sarà assemblata solo in Ungheria (GLB e Classe C sono, invece, condivise con Brema).

Perché Kecskemet?

Mercedes ha scelto l'impianto magiaro per tutta una serie di fattori. Innanzitutto, la fabbrica è tra le più recenti della rete produttiva dell'azienda tedesca: è stata inaugurata solo nel 2012 e da allora è stata più volta sottoposta a interventi di ammodernamento all'insegna della flessibilità produttiva (le vecchie linee possono sfornare in contemporanea modelli termici ed elettrici, mentre i nuovi reparti saranno dedicati esclusivamente ai veicoli a batteria), dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione. La Casa tedesca ha scelto Kecskemét per creare la sua prima replica digitale completa di un intero capannone di assemblaggio: una cosiddetta "Digital Factory Twin" che consente di sperimentare e controllare virtualmente i processi industriali. In tal modo, si può pianificare, validare e ottimizzare gli scenari di prodotto e di produzione ancor prima della loro implementazione nella realtà e quindi migliorare la qualità, ridurre i rischi e aumentare l'integrazione di modelli e tecnologie.

Kecskemét beneficia inoltre di diversi progetti all'insegna della sostenibilità ambientale e dell'autonomia energetica. Nelle sue vicinanze è stato creato un parco fotovoltaico di 240.000 metri quadrati con una capacità di 27,4 MWp. L'impianto, grazie ance ai ai pannelli sulle nuove strutture, conta su una capacità totale di 42,3 MWp, che copre circa il 25% del suo fabbisogno energetico annuo. Inoltre il nuovo reparto verniciatura ha consumi energetici di circa il 20% inferiori rispetto alla struttura attuale ed emissioni di CO2 più basse di circa l'80%. 

Ovviamente ci sono altri fattori favorevoli, tra cui i minori oneri per il lavoro, in particolare rispetto alla Germania. Nel complesso, secondo il direttore finanziario Harald Wilhelm, i costi di produzione in Ungheria sono inferiori del 70% rispetto al livello tedesco.




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