Il Brasile è il secondo mercato più importante al mondo per Stellantis dopo il Nord America. E Antonio Filosa lo conosce meglio di chiunque altro. L'amministratore delegato del gruppo, che proprio nel Paese sudamericano ha trascorso una parte significativa della sua carriera, ha incontrato a Brasilia il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il vicepresidente Geraldo Alckmin e diversi ministri per formalizzare un impegno industriale da 30 miliardi di reais (circa 5,2 miliardi di euro) da realizzare entro il 2030.
L'incontro, avvenuto in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dello stabilimento di Betim, ha definito una strategia di rafforzamento in quello che oggi rappresenta il secondo mercato globale del gruppo sia per volumi sia per rilevanza strategica. Qui quasi un'auto venduta su quattro porta il marchio Stellantis, mentre in mercati chiave come Brasile e Argentina la quota sfiora un veicolo su tre.
«Stiamo iniziando un ciclo di investimenti da 30 miliardi di reais entro il 2030: arriveranno nuovi prodotti, nuove tecnologie e più posti di lavoro», ha dichiarato Filosa.
La forza del modello industriale di Stellantis in Brasile risiede nell'elevato livello di localizzazione della produzione e della catena di fornitura, che secondo l'ad raggiunge il 95%. A differenza di molti concorrenti che in America Latina assemblano componenti provenienti dall'estero, il gruppo realizza localmente acciaio, plastiche, componenti chimici, motori e trasmissioni.
«Non importiamo e non lavoriamo con kit di montaggio: localizziamo la produzione. Questa è la nostra ricetta», ha ribadito Filosa durante la presentazione dei dati al governo brasiliano.
Ogni anno Stellantis acquista componenti da fornitori locali per un valore di 60 miliardi di reais (oltre 10 miliardi di euro). La centralità del Brasile appare evidente anche sul fronte dell'innovazione: con 4.500 ingegneri e 40 laboratori di ricerca, il Paese rappresenta non solo un hub produttivo, ma anche uno dei pilastri tecnologici del gruppo.
Sul fronte occupazionale, il 2026 segnerà l'ingresso di 2.000 nuovi dipendenti diretti: 1.500 saranno destinati allo stabilimento di Betim, mentre altri 500 arriveranno a Porto Real per l'avvio della produzione della Jeep Avenger.
L'impatto sull'indotto è stimato in circa 20.000 nuovi posti di lavoro indiretti. Lula ha accolto con favore questi numeri, collegandoli alla ripresa del mercato automobilistico nazionale.
«Quello che è importante è sapere che quest'anno torneremo a immatricolare 3 milioni di veicoli in questo Paese», ha dichiarato il presidente, ricordando il minimo di 1,6 milioni registrato nel 2023.
Oltre alla dimensione interna del mercato brasiliano, il vertice ha affrontato anche il tema delle esportazioni. Lula ha infatti invitato il gruppo ad «aumentare la capacità di esportazione dei veicoli brasiliani verso l'America Latina e il continente africano», considerati sbocchi naturali per la produzione locale.