Nelle ultime settimane, i francesi sono tornati a criticare l'ad di Stellantis, Antonio Filosa, per aver spostato il baricentro del gruppo sul Nord America e per aver "italianizzato" in modo eccessivo la prima fila manageriale. I nostri cugini sono tornati alla carica dopo l'ultimo grande addio, quello di Jean-Philippe Imparat. Ora, Filosa deve ancora dimostrare molto, ma i risultati sostengono le sue scelte commerciali e operative, a partire dall'abbandono di una strategia improntata alla ricerca spasmodica dei risparmi a discapito della qualità e delle richieste della clientela.
Sono i numeri del secondo trimestre a dimostrare come la sua strategia stia producendo frutti decisamente migliori rispetto agli ultimi mesi del suo predecessore Carlos Tavares. Vendite e ricavi sono cresciuti a doppia cifra, mentre il conto economico è stato chiuso con il ritorno all'utile. Gran parte del merito, però, è da attribuire al cambio di passo in Nord America. In Europa, invece, i risultati sono ancora da migliorare e di molto, mentre il contributo delle altre regioni operative è sì positivo, ma accompagnato da diversi segnali negativi
Partiamo dai risultati commerciali. Il gruppo ha chiuso i tre mesi da aprile a giugno con consegne in crescita del 10% a 1,597 milioni di unità. I forti miglioramenti del Nord America, dove le vendite sono aumentate del 38% anche grazie al lancio di diverse novità di prodotto, hanno più che compensato l'andamento, in parte negativo, delle altre regioni: +5% per l'Europa, -3% per il Medio Oriente e Africa, -3% in Sud America e risultati invariati nell'Asia-Pacifico.
Ancor più marcata è stata la crescita dei ricavi, saliti del 13% a 43,5 miliardi di euro, grazie ancora una volta al traino del Nord America (+32%). La regione europea ha registrato invece una crescita di appena lo 0,2% a causa di un contesto prezzi sfavorevole, mentre il Sud America è migliorato del 6%. Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico hanno invece subito una contrazione rispettivamente del 4% e del 5%. In tutti i casi, il principale fattore di influenza, sia in positivo sia in negativo, è stato rappresentato dai tassi di cambio.
Ancora più interessanti sono i numeri sul fronte della redditività e della generazione di cassa. L'utile operativo rettificato, ossia depurato dalle voci straordinarie, è passato da 213 a 773 milioni di euro, per un margine in aumento di 120 punti base all'1,8%. Anche in questo caso è il Nord America a fornire il contributo maggiore: l'aumento dei volumi, il miglioramento delle performance operative e il calo delle "spese normative" hanno compensato in parte il rincaro delle materie prime e la crescita degli oneri per i richiami, portando a un utile di 284 milioni di euro contro il rosso di 440 milioni registrato un anno fa.
Male, invece, l'Europa, dove il profitto operativo è sì migliorato, ma è comunque rimasto negativo per 94 milioni di euro (-359 milioni un anno fa). In calo tutte le altre regioni, a partire dal Sud America: -49% a 402 milioni, anche a causa di un credito fiscale una tantum contabilizzato l'anno scorso.
Il conto economico si è quindi chiuso con un utile netto di 293 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto alla perdita di 1,869 miliardi del secondo trimestre del 2025, quando il gruppo stava ancora assorbendo l'impatto del cambio di rotta deciso con la defenestrazione di Tavares. Il rendiconto finanziario mostra invece flussi di cassa delle attività industriali positivi per 1 miliardo di euro, contro i soli 31 milioni di dodici mesi fa, mentre la liquidità ammonta a 44,1 miliardi.
In sintesi, Stellantis sembra aver imboccato la strada giusta per rimettere in carreggiata le proprie attività, anche se il lavoro da fare resta molto e il contesto operativo è tutt'altro che semplice.
Filosa, però, non nasconde il suo ottimismo. "Il secondo trimestre - ha affermato - è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni. Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari, con ricavi netti, utile operativo e flusso di cassa industriale che mostrano incrementi significativi. Con il piano strategico FaSTLAne 2030 in piena fase di attuazione e gli entusiasmanti lanci di prodotto previsti per quest'anno che procedono secondo i piani, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026".
In particolare, gli obiettivi annuali includono ricavi in crescita di circa il 5% e un margine operativo in aumento, anche se ancora sotto la soglia del 5%, mentre per i flussi di cassa è previsto un miglioramento nonostante i continui esborsi legati alle maxi svalutazioni decise in occasione del reset strategico di inizio anno.