Targhe estere, addio impunità: ecco come gli stranieri saranno obbligati a pagare le multe


Data inizio: 15-08-2026 - Data Fine: 15-10-2026


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Una delle convinzioni più radicate tra gli automobilisti italiani riguarda gli stranieri. E, più in generale, quelli che nel Bel Paese guidano macchine con targa estera, visto che una quindicina d'anni fa, per sfuggire alle multe e al caro-assicurazioni, ha preso piede, anche tra molti italiani, il trucco, diciamo così, del cosiddetto leasing tedesco (all'inizio degli anni 10), poi del noleggio bulgaro (nella seconda metà degli anni 10), poi della targa rumena, adesso di quella polacca.

La certezza dell'impunità?

Il fatto è che nell'immaginario collettivo italiano il conducente di una vettura con targa estera, soprattutto svizzera, può permettersi di commettere ogni possibile nefandezza sulle nostre strade, di violare ogni regola della circolazione stradale – in particolare i limiti di velocità in autostrada – grazie alla ragionevole certezza di non essere multato. O, nell'improbabile ipotesi di essere raggiunto a casa mesi dopo (il termine è di 360 giorni) da un verbale, sapendo che, comunque, il mancato versamento della somma dovuta non avrà mai alcuna conseguenza pratica.

L'Italia zona franca d'Europa?

Insomma, secondo gran parte degli italiani le nostre strade sarebbero una sorta di zona franca, in Europa, per i cittadini esteri e per i conducenti di veicoli targati in altri Paesi. In generale non è vero, ma questa convinzione non è del tutto campata per aria: “Non paga lo straniero”, titolammo nel luglio 2008 un'inchiesta sullo scandalo dei verbali non notificati oltrefrontiera.

Da allora molti passi in avanti sono stati fatti, soprattutto grazie al sistema europeo di scambio dati Eucaris, esteso nel 2015 alle principali violazioni stradali e a cui, in teoria, nessun veicolo immatricolato nei paesi della Ue sfugge.

Ne risponderà per cinque anni qualsiasi conducente

Ma un fondo di verità, sull'Italia-zona franca d'Europa, dev'esservi ancora, soprattutto con riguardo alle targhe di paesi extra-Ue, visto che il testo-base del nuovo Codice della strada, su cui il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione che si concluderà il 13 settembre, contiene una novità piuttosto interessante: la possibilità, per agenti di polizia e militari, di contestare per cinque anni una violazione non notificata oltrefrontiera al conducente “sorpreso” a circolare nel territorio italiano, “anche se diverso dal soggetto proprietario al momento della violazione o da altro obbligato in solido”.

Nascerà la banca dati delle “targhe multate”

Ciò sarà possibile grazie all'istituzione di una banca dati “dei veicoli immatricolati all'estero, che risultano aver commesso violazioni per le quali non è stato possibile procedere alla contestazione o notificazione del verbale di accertamento”. “L'elenco”, si legge nel testo-base del nuovo Codice della strada, “è messo a disposizione degli organi polizia stradale per la consultazione esclusivamente in forma telematica” e, comunque, potrà essere consultato da “chiunque vi abbia interesse, nel rispetto delle norme in materia di riservatezza personale”, per esempio uno straniero intenzionato ad acquistare una macchina usata nel suo Paese per verificare – ammesso che sappia che esiste questa possibilità – che la vettura non sia gravata da multe non pagate in Italia.

Più controlli e tecnologia al servizio delle pattuglie

Tutto molto bello, come avrebbe detto Bruno Pizzul, ma servirà a ben poco se il presidio delle strade con pattuglie non aumenterà in maniera significativa e se le tecnologie per l'accertamento delle violazioni non inizieranno a essere utilizzate in coordinamento in tempo reale con le pattuglie presenti su strada.


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