Una norma che mette finalmente ordine nel rapporto tra bollo e superbollo, oggetto di un notevole contenzioso in passato senza peraltro mai arrivare a un chiarimento definitivo. Un importante punto fermo era però stato stabilito nel 2022 dalla giurisprudenza tributaria. Con la sentenza 14704/5/2022, infatti, la Corte di giustizia tributaria di Roma aveva stabilito che l'esenzione dal tributo principale, nella fattispecie relativa a un'auto ibrida immatricolata nel Lazio quando nella regione era in vigore un'esenzione specifica dalla tassa automobilistica per questo tipo di vetture, comportasse anche quella dell'addizionale.
Con la nuova legge, invece, il rapporto tra le due tasse si ribalta: le eventuali esenzioni regionali non avranno più effetti sul superbollo, che sarà trainato, diciamo così, solo dalle esenzioni nazionali, come quella che attualmente riguarda le auto elettriche.
Come noto, il cosiddetto superbollo, anch'esso peraltro oggetto di una riforma al momento solo annunciata, è un tributo erariale a cui sono soggette le auto di potenza superiore a 185 kW con meno di vent'anni di anzianità. L'importo della tassa è pari a 20 euro/kW per tutti i kW sopra la soglia di 185, ma si riduce con l'anzianità della vettura sulla base del seguente schema: 12 euro/kW dopo cinque anni, 6 euro/kW dopo dieci anni, 3 euro/kW dopo 15 anni e non è più dovuta, appunto, dopo vent'anni.
Più volte annunciata in passato da esponenti dell'attuale maggioranza, la sua "abolizione" è stata recentemente derubricata a "revisione". Essendo prossima alla scadenza la delega fiscale, che tra il 2023 e il 2026 ha concesso al governo il potere di intervenire in materia tributaria senza passare dal Parlamento (com'è accaduto con la recente riforma del bollo), la revisione-abolizione potrebbe arrivare con la prossima legge di Bilancio, l'ultima di questa legislatura.