Il robotaxi con cui Tesla vuole cambiare il trasporto urbano si avvicina al debutto, ma sul Cybercab continuano a esserci più domande che risposte. Tra test ad Austin, ipotesi sul modello di business e un video che fa discutere, il progetto di Elon Musk resta avvolto nel mistero.
Di certo, si tratterà di un veicolo elettrico a due posti con porte ad ali di gabbiano, il primo di Tesla costruito senza volante né pedali. La vettura utilizzerà un sistema di guida autonoma che la Casa non ha ancora distribuito su larga scala senza supervisione a bordo. Da remoto, gli operatori possono monitorare i veicoli e fornire assistenza in caso di necessità.
Per il resto, ci si muove nel campo delle indiscrezioni. Tesla avrebbe comunicato ai dipendenti di prepararsi al debutto del Cybercab ad Austin già questo mese. La prima fase prevederebbe corse riservate al personale sulle strade pubbliche, seguite dall'inserimento della vettura nel servizio Robotaxi della città. Nelle scorse settimane sarebbero stati inoltre organizzati test su percorsi privati e attività di formazione con i soccorritori locali. Tesla non ha confermato ufficialmente questi dettagli.
Un altro indizio arriva dalla Casa. Tesla sta promuovendo un evento di lancio del Cybercab ad Austin: chi effettua una corsa Robotaxi tra il 17 e il 23 agosto può partecipare all'estrazione degli inviti. L'iniziativa conferma l'organizzazione dell'evento, ma non chiarisce quando la vettura entrerà stabilmente nel servizio commerciale.
Nel rapporto sugli utili di luglio, Tesla ha dichiarato 380.000 miglia percorse dal servizio Robotaxi, oggi basato sulle Model Y. Un dato ancora molto distante dagli oltre 220 milioni di miglia interamente autonome accumulate da Waymo fino alla fine di marzo 2026.
L'estensione reale della flotta priva di supervisore a bordo rimane però poco trasparente e può cambiare rapidamente. Inoltre, l'assenza di un addetto nell'abitacolo non esclude il monitoraggio o l'assistenza da remoto.
Musk ha presentato il Cybercab nell'ottobre 2024 come un'auto dal prezzo inferiore ai 30.000 dollari. Al momento, però, Tesla non ha aperto gli ordini né comunicato le condizioni di vendita per i privati.
Resta da chiarire anche dove un veicolo senza volante né pedali potrà circolare. Negli Stati Uniti, i mezzi che non rispettano tutti gli standard previsti per le auto tradizionali possono richiedere specifiche esenzioni. Il costruttore deve comunque dimostrare un livello di sicurezza equivalente e l'interesse pubblico dell'operazione.
Il quadro normativo sui veicoli progettati esclusivamente per la guida automatizzata si sta evolvendo, ma questo non equivale a un'autorizzazione generale per il Cybercab.
Il Cybercab potrebbe essere acquistato per un utilizzo particolare: una sorta di car sharing remunerato, scenario rilanciato nelle scorse ore sui social.
La rete dei robotaxi Tesla potrebbe basarsi su un sistema di condivisione dei ricavi. Il proprietario metterebbe la vettura a disposizione del servizio di trasporto nelle ore in cui non la utilizza, mentre Tesla tratterrebbe una commissione per la piattaforma.
Si tratta però di uno scenario ancora privo di condizioni pubbliche. Non sono note la tariffa applicata ai passeggeri, la quota destinata al titolare del veicolo e le regole relative a elettricità, manutenzione, assicurazioni, responsabilità e risarcimenti.
Sui social è intanto comparso un video registrato da un passeggero di un robotaxi Tesla Model Y, seduto sul lato anteriore destro.
Il filmato mostra l'auto mentre percorre una corsia chiusa al traffico ad Austin e urta un "bollard", un paletto flessibile che delimita un'area vietata ai veicoli. Non è possibile stabilire dal video se la vettura fosse assistita da remoto.
La Model Y rileva gli ostacoli, effettua alcune manovre e infine attraversa la fila dei paletti con un tonfo udibile. Nessuno è rimasto ferito. Non è inoltre possibile ricostruire come il veicolo sia finito in quella zona né stabilire come si sarebbe comportato in presenza di barriere rigide.
Il filmato è emerso a poche settimane dalle rassicurazioni di Tesla su un livello di sicurezza definito "impeccabile", con zero incidenti dichiarati. Il singolo episodio non consente di formulare valutazioni generali sull'affidabilità del servizio, ma mostra quanto la gestione degli imprevisti urbani resti uno dei passaggi più delicati per i sistemi senza conducente.
Musk potrebbe ancora una volta sorprendere il mercato, come già accaduto con prodotti che hanno lasciato il segno nell'industria automobilistica.
Non sono mancati risultati commerciali inferiori alle aspettative, come nel caso del Cybertruck. Resta la capacità dell'imprenditore di alimentare un'enorme attenzione attorno alle proprie promesse tecnologiche prima ancora che i prodotti siano pienamente maturi.