Niente auto-razzo, dalle accelerazioni contro le regole della fisica: la cinese Dreame, azienda tech specializzata nell'elettrodomestica intelligente, abbandona il settore automobilistico, liquidando il progetto Starry Sky.
Una delle regine degli aspirapolvere (gruppo Xiaomi), dopo un anno di annunci altisonanti sulle hypercar elettriche con 0-100 km/h in 0,9 secondi (la Nebula) e batterie allo stato solido, getta la spugna, licenziando quasi tutti i mille dipendenti, per concentrarsi sul core business originario.
Dreame: da sogno anomalo a incubo
Stando a indiscrezioni del
China Economy, la
supercar mostrata al
CES di Las Vegas era priva di telaio e veniva mossa tramite radiocomando: una “rocket car” acquistata da un'azienda di modellismo di Shanghai per milioni di yuan e modificata con propulsori per creare un effetto visivo a beneficio delle telecamere. Un progetto orientato più al
marketing e alla raccolta fondi che a una reale
produzione industriale.
Gli occhi di Pechino sui fondi pubblici per l'auto
Perché una retromarcia così rapida? Il forfait sarebbe dovuto a controlli delle
autorità di regolamentazione, intervenute per indagare sull'uso dei
fondi di investimento, limitando la capacità dell'azienda di disporre liberamente dei
contributi pubblici. In futuro, quindi, solo aspirapolvere, tagliaerba robotizzati,
veicoli elettrici a due ruote e robot “Magic Atom”, che vanno a gonfie vele.