Era il 1987 quando, al Salone di Francoforte, venne presentata la prima generazione della Opel Corsa GSi, acronimo di Grand Sport Injection. In Italia non ebbe la fortuna che meritava: d'altronde, quando le rivali si chiamano Uno Turbo e 205 GTi, la vita non è semplice. Eppure, con il suo 1.6 da 100 CV, seppe comunque ritagliarsi uno spazio tra le piccole sportive anni ‘80 e ‘90.
Da allora la specie si è evoluta in continuazione: prima è arrivato il 16 valvole della B, poi il 1.8 della C, il turbo nel 2007 e il cambio di denominazione in OPC, Opel Performance Center, fino alla Corsa E OPC del 2019, l'ultima con motore termico. Oggi, nel 2026, Opel reinterpreta quella tradizione in maniera completamente diversa.
Ricambio generazionale
La nuova piccola pepata di Rüsselsheim si chiama
Corsa GSE. Partiamo dal nome, acronimo di
Grand Sport Electric, pensato per raccogliere l'eredità della GSi e, al tempo stesso, mettere nero su bianco la principale differenza rispetto alle antenate:
l'assenza del motore a combustione interna. Non mancano comunque i richiami al passato: il primo che salta all'occhio è il disegno dei cerchi a tre razze, un omaggio neanche troppo velato alla GSi del 1987. Caratteri e posizione del logo GSE riprendono quelli delle "vecchie glorie", per mantenere il family feeling dei modelli precedenti.
Tra passato e presente
All'interno troviamo sedili sportivi con poggiatesta integrato, rivestiti in tessuto e Alcantara con una
trama a scacchiera, come le Opel sportive di una volta. Ci sono poi le
cinture di sicurezza gialle, il volante con inserti in Alcantara e una serie di dettagli specifici che contribuiscono a costruire un abitacolo decisamente più sportivo rispetto a quello della Corsa standard. A distinguere la GSE ci sono infine i paraurti anteriore e posteriore, dal design specifico, e il grande
spoiler posteriore. Non mancano funzioni dedicate nell'infotainment, come la schermata da cui tenere sotto controllo le accelerazioni laterali o la temperatura della batteria.
Assetto totalmente rivisto
La piattaforma di partenza della Corsa GSE è la
e-CMP del gruppo Stellantis, con assetto abbassato di
25 mm e carreggiate allargate di 54 mm all'anteriore e 20 al posteriore. Le molle sono state
irrigidite, sono stati introdotti ammortizzatori specifici e una nuova
barra antirollio da 30,8 mm. A completare il pacchetto ci sono i cerchi da 18", che possono essere equipaggiati con pneumatici
Michelin Pilot Sport 4S oppure con
Hankook Ventus S1 evo3. Anche lo sterzo è specifico: il rapporto è stato ridotto a 14,5:1 (contro 16,2:1 della Corsa standard), per una risposta più diretta. Il motore è un'unità elettrica sincrona a magneti permanenti da
207 kW (281 CV) e 345 Nm di coppia, collegata all'asse anteriore, vista anche sulla
Lancia Ypsilon HF, la
Peugeot e-208 GTi, la
Opel Mokka GSE e l'
Alfa Romeo Junior Veloce. Come le cugine del gruppo, anche la GSE monta il
differenziale autobloccante meccanico Torsen. L'energia per alimentare il powertrain arriva da una batteria NMC da
54 kWh lordi (51 kWh utilizzabili), con
un'autonomia dichiarata compresa i tra 354 e
374 km in base ai pneumatici equipaggiati. Dato non meno importante, il peso:
1.554 kg.
Come va la Corsa GSE
La prima cosa che si nota mettendosi al volante è che la Corsa GSE
non è brutale. L'erogazione è molto progressiva, anche in modalità
Sport, che mette a disposizione tutta la potenza del motore elettrico. La risposta
non diventa mai brusca, la spinta è consistente ma non c'è quella sensazione di "calcio nella schiena" che ci si potrebbe aspettare da una piccola elettrica con una tale potenza in gioco. Il differenziale Torsen fa il suo lavoro e si percepisce soprattutto quando si
accelera con decisione in uscita di curva: la Corsa GSE riesce a scaricare a terra la potenza con naturalezza e, anche aumentando il ritmo,
non diventa mai imprevedibile, complice anche un posteriore abbastanza neutro che tende a non allargare. Lo sterzo, invece, è un capitolo più controverso. La modifica sul rapporto si sente, ma
il comando rimane leggero anche nella modalità di guida più sportiva. Promossi i freni: davanti ci sono dischi da
355 mm e pinze Alcon a quattro pistoncini, adatti alle prestazioni e all'utilizzo della GSE. Il mordente è deciso e, soprattutto, il pedale mantiene una
risposta naturale. In modalità Sport la frenata rigenerativa viene esclusa e la frenata è affidata interamente all'impianto idraulico. E poi ci sono i numeri:
0-100 km/h in 5,5 secondi, il dato più rapido attualmente di tutta la gamma Opel, e
180 km/h di velocità massima, limitata elettronicamente.
Dubbi e prezzi
La Corsa GSE funziona, soprattutto sotto il profilo dinamico. Eppure, una domanda rimane, a maggior ragione avendo avuto la possibilità di guidare nella stessa giornata alcune “antenate”, tra cui la Corsa A GSi e la Corsa D OPC. Chi è il cliente tipo di questa Corsa GSE? Bastano una guida affilata, un'accelerazione fulminea e una potenza che sfiora i 300 cavalli a convincere i possessori delle generazioni precedenti?
Questa GSE va forte, ma lo fa in un modo totalmente diverso e con sensazioni lontanissime dalle antenate. È una hot hatch elettrica che convince, ma la domanda è se possa essere considerata un'effettiva erede delle GSi e delle OPC o un prodotto nuovo con un pubblico, inevitabilmente, diverso. Il prezzo non è stato ancora comunicato, ma sarà verosimilmente in linea con la "cugina" Peugeot e-208 GTi (che parte da 44.900 euro).