Continua, anche per il mese di agosto, il periodo positivo del mercato auto italiano, che registra un incremento del 3,2%. Stando ai dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, negli ultimi 30 giorni le nuove immatricolazioni sono state 69.411, a fronte delle 67.290 dello stesso mese del 2025.
Il rallentamento della curva di crescita, registrato già lo scorso mese, è legato soprattutto alla fine dell'effetto degli incentivi per le auto elettriche, che continuano comunque a guadagnare terreno: ad agosto salgono del +35,7%, con una quota di mercato mensile del 6,4%, contro il 4,9% dell'anno precedente. Valori importanti anche per le plug-in, che crescono del 74,3% e arrivano a una quota di mercato del 12%.
L'andamento favorevole dei primi otto mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati da gennaio: secondo le elaborazioni Unrae, le immatricolazioni complessive sono state 1.141.680, contro le 1.049.650 del 2025: un aumento su base annua dell'8,8%. Rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019 il divario rimane del 14,8%.
Per quanto riguarda i costruttori, anche ad agosto si conferma al primo posto il gruppo Stellantis, che registra n +2% netto: 18.021 veicoli contro i 17.667 dello stesso mese del 2025. Segno più per Citroën (+8,12%) e Fiat (+22.24%). In calo tutti gli altri brand: Alfa Romeo (-16,14%), DS (-67,92%), Jeep (-25,24%), Lancia (-7,40%), Maserati (-57,28%), Opel (-1,47%) e Peugeot (-3,21%).
Leggero calo (-1,29%) per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 11.654. Crescono Cupra (+13,31%) e Volkswagen (+8,88%), scendono Audi (-3,48%), Seat (-38,14%) e Skoda (-18,86%). Stabile Lamborghini, con 20 nuove immatricolazioni, come ad agosto 2025. Perde il 5,22% il gruppo Renault: forte calo per Dacia (-14,75%) e segno più per la Losanga (+8,97%) e Alpine (+17,65%).
In calo il gruppo Toyota (-14,81%, 5.045 targhe), così come BMW (-8,15%, 3.911 targhe), Mercedes (-2,23%), Ford (-26,90%), il gruppo DR (-2,78%), Volvo (-2,87%), Hyundai (-48,92%), Tesla (-35,82%), Jaguar Land Rover (-26,46%), Mitsubishi (-5,08%), Polestar (-5%) e Lotus (-37,50%). Risultati positivi per Kia (+16%), Nissan (+1,32%), Suzuki (+16,87%), Mazda (+22,88%), Honda (+40,64%), Porsche (+0,84%), Subaru (+27,50%), Lynk & Co. (+344,83%), Ferrari (+8%) e Aston Martin (+20%).
Per quanto riguarda i costruttori cinesi, crescita a tripla cifra quasi per tutti: Leapmotor passa da 240 a 851 immatricolazioni (+254,6%), BYD segna +194,41%, Omoda & Jaecoo +209,74%, MG +13,32%, EMC +76,03%, Geely +742,86%, KGM +372,73% e Deepal, da 0 a 72 nuove targhe. In calo solo DFSK (-39,42%).
Dopo il boom dei primi sei mesi dell'anno, si è ormai esaurita l'onda lunga degli incentivi introdotti lo scorso ottobre per le auto elettriche. Negli ultimi trenta giorni, le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emissioni sono state 4.486, contro le 3.306 dello stesso mese del 2025, con un incremento del 35,7% e una quota di mercato pari al 6,4%. A guidare la classifica sono state la BYD Dolphin Surf (220 unità), la Fiat 500e (197) e la BMW iX3 (190).
Continua il momento favorevole delle plug-in hybrid: le nuove immatricolazioni sono state 8.446, con una crescita del +74,3% rispetto allo scorso anno. La quota di mercato si attesta al 12% nel mese e al 9,4% dall'inizio del 2026. La porzione più ampia del mercato resta però nelle mani delle ibride, che ad agosto registrano un +7,5%: la quota cumulata da inizio anno raggiunge il 49,3%, contro il 44,4% dei primi otto mesi del 2025.
Prosegue inarrestabile il calo delle alimentazioni tradizionali. Ad agosto le auto a benzina perdono il 14,9% e vedono la quota di mercato scendere dal 24,5% al 20,1%. Il diesel registra un calo del 28%, con una quota che si contrae dall'8,3% al 5,8%. Dopo la risalita di luglio torna a scendere anche il GPL (-7,5%), con la quota di mercato che passa dal 9,9% all'8,8%.
"Nella lettura del 2026 risulta evidente la frenata registrata nell'ultimo bimestre", commenta Unrae, "dove la spinta dei primi 6 mesi dell'anno è seguita dal forte rallentamento di luglio, con valori ben al di sotto della media continentale". "Resta prioritaria e urgente", aggiunge Roberto Pietrantonio, presidente dell'associazione delle Case estere, "una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, oggi fortemente penalizzante rispetto ai principali mercati europei. Auspichiamo che, anche alla luce delle aperture provenienti da Bruxelles, si intervenga al più presto sulla deducibilità dei costi di acquisto, di leasing e di noleggio, e sui relativi limiti fiscalmente riconosciuti”.
"Per proteggere famiglie e aziende da uno shock come quello di Hormuz, che sta riscrivendo le dinamiche energetiche globali, occorre un approccio realmente strategico al tema dei trasporti, che vada oltre la logica emergenziale dei tagli alle accise", spiega il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "con soluzioni in grado di ridurre progressivamente la costosa e pericolosa dipendenza dalle importazioni di fonti fossili". "Nelle scorse settimane, insieme alle altre grandi associazioni automotive nazionali", aggiunge Pressi, "abbiamo trasmesso al Governo una proposta chiara e circostanziata per consentire a imprese e partite Iva di affrontare da subito il caro carburanti in maniera strutturale, facilitando l'elettrificazione delle proprie flotte".