Zero pedali e niente sterzo: la versione "di serie" del Tesla Cybercab è stata presentata in Texas, contestualmente alle prime dimostrazioni del servizio di ride hailing driverless del marchio americano. Il sogno di Elon Musk è diventato realtà, con una coupé a due posti che promette di cambiare la mobilità in tutto il mondo. Dopo gli Stati Uniti (dove per il momento non è chiaro quando i robotaxi entreranno effettivamente in servizio e se dovranno richiedere particolari esenzioni per la circolazione, non avendo un volante fisico né altri dettagli necessari per la circolazione sulle strade americane), infatti, è già prevista un'espansione del servizio in Asia e poi – forse – sarà la volta dell'Europa.
Da cui proviene anche uno dei componenti fondamentali di questo taxi a guida autonoma: i freni "elettrici". Secondo indiscrezioni provenienti dalla California, l'impianto frenante by-wire è infatti prodotto dall'italiana Brembo, che tuttavia non ha diramato comunicazioni ufficiali a riguardo. Si tratta di un sistema che non prevede l'impiego di un cilindro maestro: non essendo idraulico, presenta un attuatore elettrico su ogni pinza, una soluzione che elimina la necessità di utilizzare le classiche tubazioni idrauliche e, ovviamente, anche il liquido dei freni.
L'azienda bergamasca ha sviluppato il sistema Sensify, la prima piattaforma integrata che gestisce l'intero ecosistema del gruppo ruota. Insieme allo sterzo, che non essendo collegato a un volante è unicamente integrato all'interno di una "scatola" controllata dall'elettronica, l'impianto frenante è una componente cruciale per il successo delle auto a guida autonoma (oltre che per qualsiasi veicolo). Tanto per la sicurezza, quanto a livello di prezzi: i costruttori dovranno proporre vetture dal costo produttivo contenuto per riuscire ad avere margini dai servizi di ride hailing, e pare proprio che le componenti scelte da Tesla le abbiano consentito di avere una vettura molto economica da realizzare.
Alcuni analisti parlano di circa 18 mila dollari di costi vivi, meno di un quinto rispetto agli oltre 100 mila dollari necessari per i robotaxi di alcuni concorrenti. E l'integrazione di varie funzioni in un unico sistema (oltre alla scelta di non utilizzare Lidar o altri sensori, puntando unicamente sulle telecamere per il sistema di guida autonoma), come quello della Brembo, può giovare notevolmente alla riduzione dei costi.