Lunga circa quattro metri, la prossima MG si distinguerà per il frontale chiuso, con fari tondeggianti ispirati alla MGB GT del 1965, disegnata da Pininfarina, incastonati in due "gobbe" che ne accentuano il carattere muscoloso. Un tratto sottolineato anche dai passaruota posteriori pronunciati.
La linea di cintura dei finestrini sarà perfettamente orizzontale, con una cornice nera lucida che farà apparire il tetto quasi sospeso, collegato alla coda dal massiccio montante posteriore con il logo MG in rilievo.
E sempre a proposito di richiami storici, lo spoiler della concept si ispira ad altri due modelli iconici del marchio inglese: la MG Metro Turbo e la MG ZR.
La concept aveva i vetri completamente oscurati, senza alcuna possibilità di osservare l'abitacolo. Al momento non ci sono indicazioni sulla configurazione definitiva, ma è plausibile immaginare un'impostazione simile a quella delle altre elettriche MG: una piccola strumentazione digitale dietro il volante per le informazioni essenziali di guida e un ampio display dell'infotainment al centro della plancia, dal quale gestire gran parte delle funzioni dell'auto.
Nel tunnel centrale troveranno posto pratici vani portaoggetti e la ricarica wireless per smartphone, almeno sulle versioni più ricche.
Anche sul powertrain non esistono ancora conferme ufficiali e sarà necessario attendere la presentazione del modello per conoscere tutti i dettagli. Con ogni probabilità, la MG2 sarà costruita sulla piattaforma Modular Scalable Platform (MSP) già utilizzata dalla MGS5 EV.
Considerata l'impostazione dinamica della gamma, il motore dovrebbe offrire una potenza adeguata al carattere della vettura, alimentato da una batteria pensata soprattutto per l'impiego urbano, con un'autonomia che potrebbe arrivare a circa 300 km.
Non è da escludere nemmeno una variante dotata di battierie a stato semi-solido, previste sulla MG4 entro la fine del 2026.
I modelli MG si distinguono per l'ottimo rapporto qualità-prezzo, e la nuova MG2 non dovrebbe fare eccezione. Inoltre, la concorrenza nel segmento delle piccole elettriche è sempre più intensa, dai modelli del gruppo Volkswagen alle proposte dei costruttori cinesi come la Geely E2 e la Leapmotor B03.
Per questo motivo il listino dovrà essere particolarmente competitivo e non è irrealistico immaginare un prezzo d'accesso inferiore ai 25.000 euro. Una scelta che contribuirebbe a rafforzare l'obiettivo dichiarato della Casa anglo-cinese: la democratizzazione della mobilità elettrica.