Ultimatum UE alla Cina: “Tetto all’export di auto ibride o scattano i dazi”


Data inizio: 17-09-2026 - Data Fine: 17-11-2026


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Monito di Bruxelles alla Cina: o Pechino limita le esportazioni di auto ibride nel Vecchio Continente oppure potrebbe aprirsi una nuova fase di guerra commerciale. L'indiscrezione arriva dal Financial Times, che parla genericamente di vetture a doppio motore senza specificare se si tratti esclusivamente di ibride plug-in. L'Unione Europea starebbe infatti valutando una seconda ondata di dazi, dopo quella introdotta nel 2024 sulle elettriche prodotte in Cina.

Export di ibride cinesi: limite al 15%

Il tetto ipotizzato dai vertici comunitari sarebbe particolarmente severo: le vendite di ibride cinesi non dovrebbero superare il 15% del mercato europeo, contro una quota che oggi sarebbe vicina al 30%, secondo quanto riferito dalla testata britannica. "Si tratta di fermare la deindustrializzazione, dobbiamo agire", avrebbe dichiarato un funzionario europeo.

Parallelamente, i Ventisette continuano però a puntare sull'aumento dell'export di numerosi prodotti verso il Paese del Dragone, nel tentativo di riequilibrare gli scambi commerciali.

Dazi UE sulle plug-in: gli indizi

Diversi segnali sembrano dare consistenza all'ipotesi. Già nel 2025 era emerso come alcuni marchi cinesi particolarmente attivi in Europa, tra cui BYD e MG, stessero concentrando gran parte della loro crescita sulle ibride plug-in, oggi soggette soltanto al dazio d'importazione ordinario del 10%.

Da tempo, inoltre, si parla della possibilità di introdurre dazi UE sulle PHEV cinesi. Secondo diverse ricostruzioni, sarebbe soprattutto la industria automobilistica tedesca a spingere in questa direzione.

A rafforzare ulteriormente lo scenario contribuiscono le dichiarazioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ieri ha affermato come Bruxelles sia pronta a utilizzare ogni strumento disponibile per ridurre il "disavanzo commerciale insostenibile" con la Cina. Nel 2025 il deficit avrebbe raggiunto i 360,6 miliardi di euro, con un ulteriore aumento del 9% registrato nel primo semestre del 2026.

Resta tuttavia da capire quale sarebbe l'efficacia concreta di un eventuale contingentamento delle ibride cinesi e quali potrebbero essere le contromisure di Pechino, dalle ritorsioni sui prodotti europei fino a nuove restrizioni sulle esportazioni considerate strategiche.




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