BMW rivede la gamma: meno modelli, arrivano una maxi SUV e un'elettrica compatta


Data inizio: 01-10-2026 - Data Fine: 01-12-2026


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In concomitanza con la presentazione della nuova Serie 3, il gruppo BMW ha organizzato un Capital Markets Day. Per il management guidato dal neo amministratore delegato Milan Nedeljkovic è stata l'occasione per aggiornare la comunità finanziaria sugli obiettivi non solo finanziari e le linee guida delle strategie per il futuro, ma anche per fornire uno sguardo, seppur parziale, sul piano prodotti, con alcune conferme ormai risapute e novità ancora tutte da scoprire.

Il costruttore bavarese ha infatti rivelato l'intenzione di lanciare due nuovi modelli, tra cui una SUV da posizionare sopra l'attuale X7 e un'elettrica "entry-level". Inoltre, la dirigenza ha indicato l'assenza di eredi per "diversi modelli". Per ora non si sa quali siano: il management si è limitato a confermare l'addio alla BMW Serie 2 Active Tourer.

BMW rivede motori e gamma modelli

In particolare, il gruppo punta ad "allineare" la gamma di modelli "alle diverse preferenze regionali dei clienti" in modo ancora più sistematico. L'offerta sarà quindi ampliata e rafforzata, mentre il portafoglio delle motorizzazioni sarà rivisto. L'obiettivo è concentrare l'attenzione su prodotti "in grado di offrire il massimo valore ai clienti e i margini di contribuzione più elevati nel lungo termine in ciascun mercato".

Nella fascia alta, i marchi BMW, BMW M e Rolls-Royce saranno "perfezionati per sfruttare i rispettivi punti di forza e sbloccare ulteriore potenziale di guadagno". In tale contesto, rientra la conferma del primo modello del marchio Alpina durante il 2027: sarà ispirato alla BMW Serie 7 e servirà a posizionare il brand tra la stessa BMW e Rolls-Royce. Al contempo, però, sarà ridotto il numero delle varianti al fine di migliorare la redditività. Ecco perché non ci saranno eredi per modelli come la BMW Serie 2 Active Tourer.

I piani di BMW per Cina, Usa ed Europa

Dal punto di vista regionale, la razionalizzazione della gamma riguarderà, innanzitutto, la Cina: è previsto un ampliamento delle produzioni nei segmenti ad alto volume con il lancio della Neue Klasse, mentre le importazioni dall'estero saranno limitate ai modelli con i margini più elevati. Inoltre, verranno espanse le attività di sviluppo e engineering locale per "aumentare ad almeno il 95% entro il 2030 la quota di veicoli prodotti localmente e sviluppati specificamente per soddisfare le preferenze dei clienti cinesi". Inoltre, la rete industriale cinese potrebbe diventare un polo per le esportazioni ancor più forte visto che si sta valutando di avviare l'export verso i mercati del Sud-est asiatico.

Negli Stati Uniti, invece, si sta valutando il lancio di un'inedita SAV (Sports Activity Vehicle), posizionata al di sopra dell'attuale modello di punta, la BMW X7, e specificamente pensata per le esigenze del mercato statunitense. Probabile che in questo caso il costruttore bavarese voglia lanciare il guanto di sfida all'Audi Q9.

Anche l'Europa sarà interessata dall'arrivo di un nuovo prodotto. Il gruppo ha in programma di "rafforzare la sua presenza nel segmento entry-level ad alto volume" con un ulteriore modello a batteria sulla base della piattaforma Neue Klasse. Il gruppo parla di estendere le innovazioni della nuova architettura "anche ai modelli compatti", ma non fornisce ulteriori elementi. Tuttavia, non è da escludere l'ipotesi che si tratti della iX1 che abbiamo anticipato pochi mesi fa.

Gli obiettivi finanziari

Il piano prodotti è comunque solo uno dei pilastri delle nuove strategie del gruppo BMW. Il management ha posto l'accento anche su altri ambiti: dagli ADAS (nel 2027 saranno lanciate soluzioni di assistenza alla guida di livello 2++ in Cina, Ue e Stati Uniti) alla ricerca di partnership sul fronte dell'approvvigionamento di materie prime e componenti critici anche con le rivali dirette, dall'introduzione di un nuovo modello di vendita in Europa nel 2027 per BMW a una maggior implementazione di innovazioni tecnologiche come l'intelligenza artificiale nei prodotti, nei processi produttivi e nelle attività di sviluppo e progettazione.

L'obiettivo è migliorare l'efficienza interna e lo stesso vale per la struttura dei costi e delle attività operative. Il gruppo ha già raggiunto a luglio un accordo per tagliare 8 mila lavoratori, di cui la metà in Germania. Tuttavia, la necessità di snellire i processi decisionali comporta una generale riorganizzazione: entro la metà del prossimo anno, il Gruppo BMW taglierà del 20% il numero di divisioni e i relativi ruoli dirigenziali e una "riduzione analoga" riguarderà "i livelli organizzativi inferiori".

Il fine ultimo è, ovviamente, aumentare una redditività messa a dura prova da un contesto operativo sempre più difficile e complesso. La razionalizzazione della gamma, la regionalizzazione delle produzioni, l'efficientamento della catena del valore e lo snellimento delle strutture organizzative dovrebbero consentire al gruppo di raggiungere nel 2028 un margine operativo per le attività automotive compreso tra il 3 e il 5% e di rientrare, entro l'inizio del prossimo decennio, nell'intervallo target di lungo termine dell'8-10%.




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