Il 2026 continua nel segno della crescita: dopo il +3,2% registrato lo scorso agosto, il mercato auto italiano registra, per il mese di settembre, un incremento del +10,2%. Secondo quanto riferisce Unrae, negli ultimi 30 giorni le nuove immatricolazioni sono state 141.177, a fronte delle 128.149 dello stesso mese del 2025.
Un risultato reso possibile dalle motorizzazioni elettrificate, alla spina e non: le elettriche, nonostante la fine degli incentivi dello scorso anno, registrano un +49,9% rispetto a settembre 2025, con una quota di mercato complessiva del 7,6% (lo scorso anno era del 5,6%, ma pesava l'attesa per l'ecobonus); le plug-in aumentano del 43,8% e le ibride non ricaricabili del 23,6%.
L'andamento favorevole dei primi otto mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati da gennaio: secondo le elaborazioni Unrae, le immatricolazioni complessive sono state 1.282.906, contro le 1.177.804 del 2025: un aumento su base annua dell'8,9%. Il confronto con il 2019 mantiene un divario "significativo", pari al 13,6%: ancora presto, scrive l'associazione delle Case estere, per parlare di "normalizzazione dei volumi".
Per quanto riguarda i costruttori, anche a settembre si conferma al primo posto il gruppo Stellantis, che registra un +7,33%: 36.623 veicoli contro i 34.122 dello stesso mese del 2025. Segno più per Fiat (+29,01%), Maserati (+33%) e Peugeot (+34,10%). In calo Alfa Romeo (-58,42%), Citroën (-2,74%), DS (-67,98%), Jeep (-12,69%), Lancia (-4,49%) e Opel (-9,26%).
Segno meno per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 20.759, contro le 21.505 di settembre 2025, con un risultato di -3,47%. In territorio positivo Cupra (+3,38%), Lamborghini (+13,85%) e Seat (+30,86%), scendono Audi (-1,62%), Skoda (-4,75%) e Volkswagen (-7,86%). Leggero calo anche per il gruppo Renault, che con 12.958 immatricolazioni perde il -1,43%: giù Dacia (-13.19%), salgono Alpine (+40,63%) e il marchio della Losanga (+15,26%).
Crescono il gruppo Toyota (+8,56%, 11.493 targhe), Nissan (+23,86%), Kia (+13,87%), Volvo (+0,59%), Tesla (+47,03%), Mazda (+33,61%), Honda (+14,10%), Jaguar Land Rover (+107,16%), Ferrari (+15,49%), Mitsubishi (+165,38%), Lynk & Co (+148,44%), Polestar (+45,33%) e Aston Martin (+166,67%).
In calo BMW (-6,67%), Mercedes (-4,53%), Ford (-24,98%), Hyundai (-20,86%), Suzuki (-1,30%), il gruppo DR Automobiles (-10,44%), Porsche (-18,05%), Subaru (-3,92%) e Lotus (-52,17%).
Continuano a registrare successi quasi tutti i brand cinesi: MG (+21,23%), BYD (+108,78%), Omoda & Jaecoo (+184,87%), Leapmotor (2.199 targhe contro le 398 dell'anno scorso), EMC (+43,67%), Geely (778, l'anno scorso non c'era), i brand importati da AT Flow (KGM e Xpeng, +542,86%), Dongfeng (da 74 a 249) e Deepal (da 0 a 262+%). Al tempo stesso, emergono i primi segnali negativi: a settembre scendono infatti SWM (-34,52%) e DFSK (-75,64%).
Nonostante si sia ormai "spenta" la fiammata degli incentivi registrata nella prima metà dell'anno, le elettriche continuano a crescere: negli ultimi trenta giorni le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emissioni sono state 10.782, contro le 7.192 dello stesso mese del 2025, con un incremento del 49,9% e una quota di mercato pari al 7,6% (8% su base annua). Le più vendute di settembre sono state le Tesla Model 3 (1.142 unità) e Model Y (990), seguite dalla BYD Dolphin Surf (673).
Bene anche le ibride plug-in: le nuove immatricolazioni delle ibride alla spina sono state 15.669 contro le 10.896 dell'anno scorso, pari a +43,8% e una quota di mercato dell'11,1% (9,5% su base annua). Le ibride non ricaricabili superano la metà del mercato, con una quota del 50,7%: a settembre le nuove targhe sono state 71.604 (contro le 57.922 dell'anno scorso), pari a un +23,6%.
Continua invece anche a settembre la discesa delle alimentazioni tradizionali: le auto a benzina perdono il 13.8% e scendono al 17,6% di quota di mercato (22,4% a settembre 2025), mentre quelle a gasolio perdono addirittura il 39,5%, passando dall'8,9% dell'anno scorso al 4,9% del totale. Scende leggermente il Gpl (-4,4%), con la quota di mercato che passa dal 9.3% all'8,1%.
"Il rinnovo del parco circolante deve restare una priorità strategica", sottolinea il presidente dell'Unrae Roberto Pietrantonio. "I segnali positivi del mercato del nuovo sono importanti, ma letti insieme ai dati dell'usato (dove circa la metà dei trasferimenti netti riguarda vetture con oltre dieci anni) mostrano con chiarezza che la vera sfida è attivare meccanismi capaci di trasformare la ripresa delle immatricolazioni in un progressivo svecchiamento del parco". Per quanto riguarda l'intervento sul bollo auto introdotto dal governo, Unrae chiede che l'impegno economico complessivo "sia raccordato a una visione capace di stimolare il ricambio dei modelli più obsoleti. Il confronto costruttivo con la filiera è indispensabile per accelerare l'adozione di soluzioni efficienti e sicure con effetti strutturali oltre il 2027".
"Nonostante i segnali positivi dal lato della domanda, il confronto europeo è netto e ci dice che non possiamo considerarci soddisfatti: l'Italia continua a crescere, ma resta molto distante dai principali mercati europei in termini di penetrazione dei veicoli elettrici", commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. "Oggi il punto non è inseguire il mercato con misure emergenziali, ma utilizzare le risorse disponibili per costruire una strategia stabile e selettiva, capace di accompagnare la crescente attenzione degli italiani verso la mobilità elettrica. L'Italia non ha bisogno di rincorrere l'Europa con nuovi bonus temporanei", conclude Pressi, "ma di una politica industriale stabile sull'elettrificazione. Le risorse oggi ci sono, la domanda sta dando segnali chiari e il rischio è di perdere altro tempo proprio mentre il mercato europeo accelera".