50 anni di storia, il caso Jimny, il nodo E-Car: Suzuki Italia tra passato e futuro


Data inizio: 05-10-2026 - Data Fine: 05-12-2026


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Cinquant'anni di storia in Italia, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Nel celebrare l'anniversario della filiale italiana, Suzuki ha colto l'occasione per fare il punto sulle E-Car europee, sulla concorrenza dei costruttori cinesi e sulle scelte che hanno portato all'uscita della Jimny dal nostro mercato. Temi al centro dell'intervento del presidente e amministratore delegato Massimo Nalli durante l'evento tenuto nella sede di Robassomero (TO).

Dalle prime 4x4 alla e Vitara: la storia di Suzuki Italia

Suzuki Italia nasce il 23 giugno 1976, quando inizia la commercializzazione delle prime moto della Casa giapponese sul territorio nazionale. Le auto arrivano sei anni più tardi, nel 1982, con le fuoristrada 4x4 LJ80, SJ410 e SJ413, seguite dalla Samurai, dalla prima generazione della Swift, dalla Alto, dalla Maruti 800 e dalla Wagon R.

Nel 1988 c'è la Vitara, mentre il 1999 segna l'esordio italiano della Jimny, destinata a diventare un'icona delle fuoristrada compatte. Nel nuovo millennio arriva la Ignis, che fonde le caratteristiche di una citycar a quelle di una piccola SUV.

Nel 2004 Suzuki dà il via a una nuova strategia, denominata "Renaissance", con cui la Casa di Hamamatsu guarda all'Europa non solo come mercato, ma come fonte di ispirazione progettuale: è il momento della seconda serie della Swift, della terza della Vitara, della crossover SX4, seguita dalla S-Cross. Nel 2009 la filiale italiana ospita il primo e unico Centro Stile Europeo del marchio.

Nel 2016 inizia la fase di elettrificazione con la Baleno Hybrid, percorso che negli anni ha portato alla completa ibridizzazione della gamma, dall'Across plug-in hybrid del 2020 alla Swace Hybrid del 2021, seguite dai restyling di Vitara e S-Cross nel 2022 e dalla quarta generazione della Swift nel 2024. Il 2025 è invece l'anno della e Vitara, primo modello 100% elettrico del marchio.

Per il futuro, Suzuki conferma la sua strategia multipath: elettrico con batterie compatte, sistemi ibridi, motori termici evoluti e carburanti carbon-neutral come il biogas, affiancati dalla ricerca sull'alleggerimento dei veicoli.

Nalli sulle E-Car: "Una norma nata un po' troppo in fretta"

Durante la conferenza stampa, il presidente e ad di Suzuki Italia, Massimo Nalli, è intervenuto sul tema delle E-Car proposte dalla Commissione Europea, soluzione da molti considerata analoga alle piccole kei car giapponesi.

Un segmento nel quale "Suzuki è il primo costruttore, che se la gioca con Daihatsu nei volumi di produzione", ha spiegato Nalli. Si tratta di "auto intelligenti", a cui si è ispirata la UE per le E-Car: un "classico prodotto del compromesso", un'idea buona, nata per non pestare i piedi a uno e all'altro, col risultato che alla fine le E-Car sono diventate praticamente tutte le auto. Parliamo di "modelli sotto i 4,2 metri", non solo quelli compatti. "Anche la Vitara, che è lunga 4,17 metri, è una E-Car", ha proseguito Nalli. "Penso che la norma sulle E-Car sia nata un po' troppo in fretta, e credo che cambierà. Capisco il non voler dare un vantaggio ai costruttori giapponesi: se le E-Car avessero le stesse dimensioni e gli stessi vincoli delle kei car, noi avremmo immediatamente i costruttori giapponesi pronti il giorno dopo. Capisco quindi che l'industria europea voglia tutelarsi da questo tipo di rischi. Detto questo, si potrebbe inserire la Panda. Fermiamoci un po' sopra la Panda".

I costruttori cinesi? "Manca la pazienza"

Quanto agli altri costruttori orientali, ovvero cinesi, Nalli ha osservato che c'è "la stessa fame di innovazione, di dare al proprio prodotto una competitività e una rilevanza rispetto ai concorrenti, ma senza la necessaria pazienza. Vogliono fare tutto velocemente e nel fare così si rischia di lasciare feriti per strada. Se io punto solo alla quota di mercato, rischio per esempio di lasciare i clienti senza assistenza tecnica adeguata. Io mi concentrerei un pochino di più su questo aspetto", ha aggiunto il manager. "Poi certo, se sbagliano loro per noi è meglio, però quello è un errore che io vedo fare: manca la pazienza".

Il rammarico per la Jimny

Infine, il caso dell'indimenticata Jimny. "La nostra cultura aziendale ci porta a interpretare le norme nel loro spirito, non solo nel loro dettato", ha spiegato Nalli. "L'Europa è stata molto chiara: vuole ridurre la CO2 allo scarico delle auto. E allora noi togliamo la Jimny dall'Europa", rispettando la scelta delle istituzioni. "Non è che Suzuki non abbia i soldi per pagare le multe, ma l'Europa non la vuole perché vuole ridurre la CO2 complessiva".

"Al costruttore orientale senza pazienza, questo approccio per ora non interessa. Loro portano i modelli necessari per acquisire quote di mercato, CO2 o meno, che siano ibride o addirittura vetture tradizionali. Ci sono fuoristrada con tre differenziali e oltre 300 g/km di CO2. Ben venga che i marchi nuovi non paghino sanzioni per un paio d'anni, buon per loro, però non è lo spirito della legge". Una posizione che Nalli ha sintetizzato così: la differenza è tra "mordere il mercato o cercare di interpretarne le intenzioni".

Dal Festival di Sanremo al Giro d'Italia: le partnership di Suzuki

Negli anni, Suzuki si è fatta conoscere non solo con i suoi modelli, ma anche attraverso una precisa strategia di partnership e collaborazioni, nelle quali il marchio giapponese non si è mai limitato a "mettere il logo sull'evento", puntando invece sulla creazione di contenuti ed esperienze.

La più famosa è quella con il Festival di Sanremo, con cui Suzuki collabora dal 2014, sviluppata attraverso iniziative come il Suzuki Stage e il coinvolgimento di testimonial come Carlo Conti e Gianluca Gazzoli.

Torino FC, Giro d'Italia e le collaborazioni nello sport

Altra partnership storica è quella con il Torino FC, di cui Suzuki è sponsor ufficiale dal 2013, sviluppando nel tempo iniziative ambientali e sociali per la città piemontese, tra cui il progetto del Bosco diffuso Suzuki.

Dal 2025 Suzuki è inoltre Moto ufficiale del Giro d'Italia e dell'intero calendario ciclistico di RCS Sport, dalla Tirreno-Adriatico alla Milano-Sanremo. Il marchio è anche mobility partner della Lega del Ciclismo Professionistico, della Federazione Italiana Pallavolo, della Federazione Italiana Rugby, della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, della Federazione Italiana Triathlon e della Federazione Italiana Canottaggio.




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