Non è un'auto per tutti, la nuova Jaguar Type 01. Perché, semplicemente, non vuole esserlo. Figlia di un'ardita campagna di marketing che l'ha trasformata nella famigerata "Jaguar rosa”, proiettandola nell'iperuranio di internet dove chiunque l'ha vista e ha parlato di lei, la Type 01 ora si mostra per quello che è: un modello concreto, che entrerà nella storia come dichiarazione d'intenti.
Un manifesto del futuro elettrico del Giaguaro, fatto di oltre 360 brevetti e di caratteristiche pensate per pochi. L'auto costerà tanto, perché, come detto, ambisce a essere un'auto elitaria. Ma offrirà un'esperienza di guida unica nel suo genere (e posso dirlo con certezza, avendola guidata in veste prototipale), fatta di opulenza ispirata al passato del marchio, confort e prestazioni elevatissime. Perché oltre a essere la prima Jaguar elettrica della storia, con i suoi mille e passa cavalli è anche la più potente di sempre.
La nuova ammiraglia sfrutta una configurazione tri-motore, con unità a magneti permanenti: davanti è presente un propulsore da 354 CV e due motori posteriori da 422 CV ciascuno integrati in un unico carter, per una densità di coppia di 51 Nm/kg.
La Jaguar Type 01 raggiunge 1.030 CV e 1.365 Nm di coppia, per uno 0-100 km/h in 3,2 secondi e un 100-180 km/h in quattro secondi netti. Ma non è solo forza bruta, questa Jaguar. Gli inverter al carburo di silicio (SiC) mutuati dalla Formula E variano la frequenza da 2 a 20 kHz abbattendo il tempo di reazione della coppia a 1 millisecondo, mentre la disattivazione automatica dell'asse posteriore incrementa l'autonomia di 29 km. A 100 km/h costanti, la Type 01 impiega appena il 2% della potenza disponibile.
Il pacco batterie da 850 volt può immagazzinare 118 kWh di energia, grazie a celle prismatiche e chimica Nmc. L'autonomia Wltp sfiora i 720 km, con oltre 500 km garantiti ad andatura autostradale. La ricarica rapida da 350 kW può ripristinare 321 km di autonomia in 13 minuti (10-80% in 22 minuti). Chicca per i più (termo)tecnici: l'efficienza climatica è affidata al sistema ThermAssist, con range di funzionamento da -40 °C a +40 °C, che secondo la Casa può estrarre fino a 3,5 kW utili per il riscaldamento da ogni kW di calore recuperato dai motori.
La batteria è stata collaudata con 20 cicli d'immersione a un metro di profondità in acqua gelida e isola eventuali guasti alle celle in 5 millisecondi. La struttura anteriore "Tri-Apex Node" assorbe impatti fino a 26 tonnellate, alloggiando 32 celle extra che promettono 70 chilometri aggiuntivi. L'assetto, invece, combina sospensioni pneumatiche e ammortizzatori attivi (500 rilevamenti al secondo), sterzo integrale (col posteriore fino a 6 gradi) per un raggio di sterzata di 11,5 metri e bilanciamento dei pesi 50:50.
Il punto forte di ogni Jaguar che si rispetti, però, sono gli interni, che sulla Type 01 sono definiti da una spina dorsale longitudinale d'alluminio anodizzato con finitura ottone che suddivide l'ambiente in quattro spazi individuali. La plancia integra uno schermo OLED da 24 pollici, affiancato da un display touch secondario da 7 pollici e dal retrovisore digitale ClearSight, incastonato nella Panoramic Soundbar alla base del parabrezza. L'impianto audio Meridian con 38 altoparlanti e i sedili Sensory Audio a vibrazione tattile completano l'esperienza a bordo. L'elettronica basata su processori Nvidia gestisce 10 telecamere, 12 sensori e 5 radar, compreso quello frontale riscaldato nascosto dietro il badge della Casa.
Insomma, la "Jaguar rosa" non c'è più, è diventata un'auto a tutti gli effetti ed è più ambiziosa che mai. Continuerà a dividere il pubblico, questo è certo. La vera domanda, però, è se saprà convincere chi può permettersela. Perché il prezzo d'ingresso si misurerà in centinaia di migliaia di euro.