Breve premessa per inquadrare l'oggetto in questione: Genesis è il marchio premium della Hyundai, sbarcato nel 2015 negli Usa e in Corea; da quest'anno arriva anche in Italia e il modello su cui puntano è la GV60, della quale abbiamo già avuto modo di saggiare le doti di comfort e raffinatezza in termini di finiture e materiali. La GV60 dipinta d'arancione che vedete è la versione Magma, nome che definisce il dipartimento sportivo della Genesis un po' come fosse l'AMG della Mercedes-Benz o la M di BMW. Si tratta quindi del primo modello stradale di un reparto nato per giustificare l'importante presenza nel motorsport dei coreani, che con la divisione Genesis Magma Racing hanno preso parte quest'anno al mondiale WEC con risultati al di sopra delle aspettative, specie per una squadra nata da zero e al debutto in una serie così combattuta.
Ero già stato al circuito del Paul Ricard, sede del reparto sportivo, circa un anno fa per il lancio globale del marchio Genesis. Ci torno oggi per apprendere che al già esistente edificio ne stanno affiancando un altro per ospitare, tra gli altri, uno dei simulatori più avanzati del momento (costa 14 milioni di euro; al momento ne esistono soltanto altri tre al mondo) e per cogliere le ambizioni del team (guidato dall'ex F1 Cyril Abiteboul, con il “nostro” Gabriele Tarquini in veste di direttore sportivo) che vanno oltre il WEC e la sua 24 Ore di Le Mans, considerato che con ogni probabilità in futuro debutteranno anche nel campionato americano IMSA e nelle competizioni di categoria GT3.
Tutto questo per dire che la GV60 Magma potrà essere ricordata come il primo modello ad aver portato sulla strada il nome di questo reparto sportivo, al quale auguriamo un roseo futuro nel motorsport visto l'impegno e la dedizione con cui si stanno dedicando alla missione. Tuttavia, la GV60 è destinata a restare un prodotto di nicchia, specie in Italia: perché è elettrica, perché costa 88.400 euro e perché è un'elettrica sportiva, a mio personalissimo avviso un controsenso.
La base di partenza, come noto, è la piattaforma E-GMP a 800 volt del gruppo coreano e tutta la tecnologia volta a renderla un'elettrica sui generis deriva da quella della Hyundai Ioniq 5 N, un oggetto preso ad esempio da molti costruttori per sviluppare Bev sportive perché riuscito particolarmente bene. In comune ci sono la batteria da 84 kWh, il powertrain bimotore da 650 cavalli e 790 Nm di coppia (20 Nm in più della Hyundai) e il fatto che la vettura imita il suono di un motore termico e possa simulare un cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Di specifico, sulla GV60 Magma, ci sono la taratura delle molle e degli ammortizzatori (a controllo elettronico) e una calibrazione software specifica per le funzioni di torque vectoring, e-LSD e Drift Mode, per renderla un po' più gran turismo rispetto alla sorella cattiva marchiata Hyundai.