È passione pura, la
Cuorerosso. Un'auto che l'
Alfa Romeo ha voluto regalare agli alfisti per dare un messaggio chiaro:
il Biscione è più vivo che mai. E ha davanti a sé un futuro fatto non solo di modelli concreti (come quelli dell'attuale gamma), ma anche di
vetture pensate per emozionare, per far battere il cuore. E questa coupé a quattro porte (
nuova Giulia, sei tu?) è pensata proprio per questo. La guardi e non puoi provare indifferenza. Che ti piaccia o no,
lei ti suscita un'emozione. Forte. Come forti sono le forme plasmate dal Centro Stile diretto da
Alejandro Mesonero, che tra ispirazioni del passato (come la Zagato Mostro e le varie codatronca) e superfici levigate che strizzano l'occhio a un futuro fatto (anche) di spasmodica
ricerca dell'efficienza, hanno vestito con un'eleganza ormai sopita uno scheletro figlio della passione per la bella guida. Là sotto c'è un'
evoluzione della piattaforma Giorgio (che, contro ogni previsione campata per aria dai detrattori, continuerà a vivere), con davanti nientemeno che una variante aggiornata del
V6 2.9 biturbo. Che per l'occasione s'è elettrificato, per far capire che anche in un futuro in cui si dovranno centellinare le emissioni
ci sarà spazio per il suo ruggito.
Il 2.9 V6 diventa full hybrid
Nel lungo cofano di questa concept lunga
4,7 metri (alta 1.331 mm e larga 1.900 mm, con un passo di
2.930 mm) pulsa un
2.9 V6 full hybrid con cambio automatico con convertitore di coppia,
trazione integrale Q4 e albero di trasmissione di
fibra di carbonio. Nessun dettaglio è stato fornito in merito alle prestazioni, ma il Biscione ha dichiarato il peso di questa concept:
1.750 kg. Non poco, ma nemmeno troppo distante dai 1.620 kg dell'attuale Giulia Quadrifoglio. La Cuorerosso, proprio come la berlina che tutti conosciamo, è pensata per il
puro piacere di guida e dispone, tra le altre cose, di freni carboceramici
Brembo, sterzo by-wire e di un assetto adattivo regolabile a seconda delle tre modalità di guida previste per questa 2+2:
Cruise,
Sport e
Quadrifoglio.
Primo sguardo alle Alfa del domani
Ma la Cuorerosso non è solo un
esercizio di stile pensato per emozionare: l'Alfa Romeo l'ha usata per anticipare la sua
strategia per il futuro. Nei prossimi anni (si parla di post 2028) ci sarà spazio anche per
vetture di segmento D lunghe fino a 4,7 metri e per modelli multienergia di tutti i segmenti: l'offerta Alfa Romeo del domani sarà composta da
motori elettrici e da ibridi in tutte le salse, mild, full e plug-in. Ma oltre alla tecnica, cosa ritroveremo della Cuorerosso nel futuro? L'abbiamo chiesto al suo designer, Alejandro Mesonero-Romanos, che ci ha spiegato come lei
anticipi alcuni dettagli in maniera letterale, pur essendo una visione: “In un modo o nell'altro, ritroveremo dettagli della Cuorerosso
plasmati nelle nuove Alfa Romeo a partire dal 2028-29. Alcuni elementi saranno ripresi letteralmente, ma la cosa più importante è la filosofia globale di quest'auto, del tipo di macchina che rappresenta, dello spirito, anche sugli interni:
semplificazione,
integrazione della tecnologia nelle forme. Tutto questo si traduce nel lavoro che stiamo facendo per le macchine del futuro di Alfa Romeo”.
La Bellezza necessaria
Dietro la
sintesi scultorea svelata a Parigi si cela un metodo progettuale radicale: dopo appena due settimane di bozzetti, i designer sono passati direttamente alla
modellazione 3D, scolpendo un unico blocco pieno, privo di ruote e cristalli. Ne è nata un'
estetica fluida che esprime il concetto di "Bellezza Necessaria", dove l'aerodinamica stacca un
Cx di 0,28. Lo Scudetto nasce dal cofano come la scia di un motoscafo, con piccoli trilobi retroilluminati che pulsano quando ti avvicini all'auto. La fiancata rinuncia alle maniglie per
comandi touch nel tetto, lasciando spazio a cristalli a filo e porte posteriori controvento che spalancano l'abitacolo
eliminando il montante centrale. I retrovisori sono lamelle con
intarsi tricolore pensate per fendere l'aria, così come i sottili fari anteriori, trasformati in prese d'aria funzionali, mentre i
cerchi forgiati rileggono lo stile "a telefono" disponendo sei fori sulle tre razze. A completare l'impatto visivo provvede la tinta
Liquid Ink Red, dove base alluminio e trasparente pigmentato fanno virare la carrozzeria
da rosso incandescente a nero in base alla luce. Dettagli che traspaiono da come Mesonero descrive la creazione del suo team: “Ho chiesto alla piccola squadra di designer che ha lavorato a questo progetto di partire da una
scultura senza interruzione, come se fosse stata ricavata da un blocco materico unico. Volevo una forma sportiva, muscolosa, ma anche una
sensazione di linearità vista dal fianco, non una macchina troppo orizzontale o che cade sul retro: volevo una forma a cuneo, molto Alfa Romeo. La Cuorerosso è molto
filante,
elegante,
aerodinamica e poi dietro è alta, massiccia, aerodinamica, con la sua coda a tronca. Cuorerosso per noi è
un manifesto, una visione”.
Il quadro strumenti si trasforma
L'interno a
quattro sedili singoli richiama lo sviluppo orizzontale della plancia della
33 Stradale. La chicca tecnologica è il "Cannocchiale Vivente": la strumentazione adotta cinematismi elettro-meccanici che
unificano i due classici elementi circolari in un quadrante singolo per proiettare solo le informazioni fondamentali per la guida. L'interfaccia si completa col
Magma Display, un centro di controllo con comandi touch e fisici integrati in una superficie traslucida che lascia vedere il
carbonio forgiato su cui è poggiato. La scelta dei materiali sposa
alta sartoria e competizioni velistiche: la plancia è rivestita da un tessuto monofilamento trasparente sviluppato con
Luna Rossa, abbinato al nabuk
Poltrona Frau tinto a mano con effetto sfumato e a pelle rigenerata al 60% da scarti industriali di pellami d'alta gamma. A coronare il tutto c'è un tocco lifestyle raffinato: una
borsa removibile integrata nella plancia passeggero, le cui cinghie di ancoraggio si trasformano in maniglie una volta estratta.