Perché Ferrari è in India in questo momento e quanto conta questo mercato per voi?
Siamo in India per diverse ragioni, a partire dall'inaugurazione della prima edizione locale di Universo Ferrari. L'India è un Paese in fortissima crescita e con una passione straordinaria per il nostro marchio, testimoniata dai giovani studenti dei migliori istituti tecnologici e da clienti molto legati alle nostre vetture, capaci di percorrere migliaia di chilometri con i loro modelli. Inoltre, il prossimo accordo di libero scambio ridurrà i dazi sulle auto termiche dal 110% al 2%. In un subcontinente che conta ben 135 "unicorni", la nostra presenza è fondamentale perché qui si ridefinisce costantemente il concetto di possibile.
Come si riesce ad ascoltare i clienti e al tempo stesso ad avere il coraggio di proporre qualcosa di inaspettato?
Nel nostro lavoro occorre bilanciare due approcci: il back to market, ovvero realizzare ciò che il cliente richiede, e il marketing time, che significa interpretare il futuro e osare proporre ciò che il cliente non ha ancora immaginato. Se è il cliente a definirti nei dettagli un prodotto, significa che qualcun altro glielo ha già proposto. In Ferrari cerchiamo di anticipare i desideri mantenendo viva la nostra identità: non a caso, in soli 40 giorni abbiamo presentato modelli agli estremi della gamma, come la Luce e la 12Cilindri.
Com'è nata l'idea del cambio manuale virtuale "steer-by-wire" e come rispondete alle perplessità dei puristi?
L'idea è nata sviluppando la tecnologia steer-by-wire: quando ho chiesto ai collaudatori se percepissero differenze rispetto a un comando meccanico, mi hanno risposto che non ve ne era alcuna. Abbiamo quindi compreso che potevamo applicare la medesima logica al cambio manuale virtuale per appagare il desiderio di diversi clienti. I puristi spesso dimenticano che molti concetti meccanici sono stati già sostituiti nel tempo da sensori ed elettronica. Abbiamo voluto rileggere il passato con occhi moderni, dimostrando che tradizione e innovazione possono coesistere perfettamente.
Come si affronta la resistenza al cambiamento in azienda per spingere il team verso visioni innovative?
L'unico modo per fare innovazione è farla concretamente, accettando gli inevitabili errori di esplorazione. Se un progetto ha il 100% di probabilità di riuscita, allora non si tratta di vera innovazione. Nel 2022 abbiamo lanciato 147 progetti innovativi e ne abbiamo interrotti 47 perché non erano sostenibili sul piano economico, industriale o emozionale. Seguiamo quattro vettori principali: esplorare i trend emergenti senza dogmi, valorizzare le nostre competenze, mettere in discussione lo status quo e intercettare bisogni non ancora espressi, come la scelta di eliminare gli schermi superflui per tornare a comandi più tattili ed essenziali.
La Ferrari Luce sarebbe stata la stessa senza l'apporto esterno del team LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson?
Se avessimo lavorato da soli, non avremmo ottenuto lo stesso risultato. Per innovare davvero è fondamentale aprirsi al confronto con la diversità e accogliere uno sguardo esterno. Anche se la novità può creare qualche iniziale attrito, l'unione tra la nostra esperienza e quella di LoveFrom ci ha permesso di trovare risposte a domande che non ci saremmo mai posti autonomamente.
Quale metodo personale utilizzi per trovare il tempo di riflettere e far nascere nuove idee?
In un contesto digitale orientato alla sola efficienza, occorre recuperare il tempo per riflettere e connettere i punti. Cerco di stare sempre a contatto con la realtà: frequento la fabbrica per parlare con i lavoratori ed esploro i mercati incontrando di persona i clienti. Inoltre, ritengo la lettura dei libri essenziale per alimentare l'immaginazione, che è la vera grande rivoluzione dell'uomo. Dobbiamo concedere al cervello il tempo di pensare invece di limitarci a essere esecutori passivi dei social media.
Da fisico ed amministratore delegato, che effetto ti ha fatto vedere la presentazione della Tesla Roadster di Elon Musk e qual è il messaggio per l'Europa?
Do 10 in tecnologia e 10 in comunicazione: è stata una presentazione sensazionale. Dimostra che nel settore dell'auto c'è ancora tantissimo da fare e che dobbiamo continuare a sognare. Da europeo dico a Elon Musk: grazie per aver dimostrato che anche in un mondo industriale considerato vecchio si può ancora innovare e si può osare.