L’auto non è più quella del 2020: cosa è successo a prezzi, modelli e citycar


Data inizio: 20-10-2026 - Data Fine: 20-12-2026


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L'offerta automobilistica sta attraversando una trasformazione strutturale, caratterizzata dall'ingresso di nuovi marchi, in gran parte cinesi, dall'ampliamento del numero di modelli e da una semplificazione delle gamme.

Secondo le analisi della Banca Dati di Quattroruote Professional, presentate a Quattroruote Next da Carlo Siviero, Data Factory & Market Analysis Director, tra gennaio 2020 e ottobre 2026 il numero di brand presenti sul mercato è infatti aumentato del 56,36% da 55 a 86, mentre i prodotti sono cresciuti del 40,16% da 371 a 520.

Più modelli, ma meno citycar

Il baricentro si è spostato verso l'alto, con un incremento delle vetture del 70% e del 75% rispettivamente nei segmenti D ed E, ha spiegato Carlo Siviero, Data Factory & Market Analysis Director di Quattroruote Professional. All'estremo opposto, la categoria delle citycar ha perso il 47,83% dei modelli (solo 12, di cui 6 termici e 6 elettrici) e il 70,44% delle versioni disponibili: a incidere è la minore redditività del segmento A, dovuta anche ai sistemi di assistenza alla guida obbligatori, che rendono più onerosa la produzione.

Prezzi delle auto: listini in forte aumento

Tra il 2020 e ottobre 2026, il listino medio è passato da 45.967 a 63.374 euro, con un incremento del 37,87%, contro un'inflazione cumulata del 23-24%: in particolare, nel segmento A i prezzi sono saliti del 38,45%, mentre nel B la crescita si è fermata al 25,66%.

I prezzi medi di elettriche e ibride plug-in sono aumentati rispettivamente del 31,64% e del 15,74%. In parallelo, l'autonomia elettrica delle citycar è cresciuta dell'81%, a prezzi quasi invariati, e quella delle compatte del 70%. Analogo andamento per le PHEV, che oggi hanno spesso 100 km di autonomia in più in elettrico.

Elettrico, benzina, ibrido o GPL: cosa conviene

La maggiore varietà di tecnologie rende tuttavia più complessa la scelta dell'alimentazione e, soprattutto, la valutazione della sua convenienza economica: parliamo del costo complessivo di possesso e utilizzo del veicolo (TCO), che dipende da fattori come prezzo di acquisto, percorrenza, tipo di tragitto, abitudini di guida e modalità di rifornimento o ricarica.

Nel segmento A, tra gennaio 2020 e ottobre 2026 i prezzi crescono del 38% per il GPL e del 23% per la benzina, a fronte di un +1,34% per l'elettrico. L'analisi sui consumi in quattro anni (15.000 km/anno a Milano) conferma che l'elettrico con ricarica domestica e l'ibrido HEV garantiscono i risparmi più elevati rispetto alla benzina. Nel segmento C (20.000 km/anno per quattro anni), l'elettrica con ricarica domestica offre il maggior risparmio sul carburante (-6.758 euro rispetto alla benzina), seguita dal GPL (-6.008 euro).

Ricambi sempre più cari

Il costo dei ricambi più movimentati di carrozzeria (paraurti, cristalli e fanali) è cresciuto del 35% in quattro anni: rincari elevati anche per la manutenzione (+30%), mentre è in linea con l'inflazione la meccanica (+16%). Se l'alimentazione elettrica garantisce i risparmi più importanti sia a 4 anni/80.000 km sia a 8 anni/160.000 km, le auto a GPL registrano spese più elevate.

Manutenzione: l'elettrico costa meno

Per i costi di manutenzione, IVA inclusa, nei modelli del segmento A le auto elettriche registrano i costi più bassi in assoluto: 636,8 euro a quattro anni e 1.273,7 euro a otto anni, mentre le vetture a GPL risultano le più onerose, raggiungendo rispettivamente 1.429,7 euro e 2.815,5 euro. In una fascia intermedia si collocano benzina, mild hybrid e full hybrid. Andamento analogo, seppure con spese superiori, nella categoria C.

Auto usate: come cambiano le quotazioni

Da gennaio 2020 a inizio 2027, le quotazioni dell'usato mostrano una parabola ascensionale con successiva flessione: tra il 2021 e l'inizio del 2024, la scarsità di prodotto e l'inflazione hanno spinto il valore residuo verso il picco massimo. Quindi, una costante discesa che accompagnerà il mercato fino al 2027.

Fanno storia a sé le elettriche, con prezzi dell'usato che, partiti da una base molto bassa nel 2020, rimangono depressi sino alla fine del 2021. L'anomalia si registra tra il 2022 e il 2023, quando la linea s'impenna, trainata dagli incentivi: passata quella spinta, il valore residuo crolla anche per la rapida obsolescenza tecnologica delle batterie.




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