Una visione globale basata sull'
Intelligenza Artificiale: è questa la direttiva del
gruppo cinese Chery per sostenere la sua avanzata fuori dalla Repubblica Popolare. Al summit di Wuhu, il costruttore ha rivelato i pilastri di una trasformazione destinata a coinvolgere l'intera attività industriale. “Negli ultimi tre trimestri abbiamo venduto 2,207 milioni di veicoli nel mondo, di cui 859.000 a nuove energie”, ha detto il presidente Yin Tongyue, sottolineando come la crescita commerciale si accompagni all'ambizione di cambiare la natura del Gruppo: “Vogliamo che Chery diventi un'azienda tecnologica globale orientata all'utente, aperta, collaborativa e centrata sull'IA”.
L'Intelligenza Artificiale dalla ricerca alla produzione
L'
Intelligenza Artificiale viene quindi indicata dal manager come una leva per ripensare l'organizzazione: “La applicheremo all'intero processo: dalla
ricerca e sviluppo alla produzione, fino al marketing”. L'obiettivo è utilizzare le nuove tecnologie per accelerare lo sviluppo, coordinare le attività e rendere più rapida la risposta alle esigenze dei mercati. A spiegare nel dettaglio i progressi fatti fino a oggi è il vicepresidente esecutivo di Chery Auto Gao Xinhua. “Negli ultimi cinque anni, l'investimento cumulativo in ricerca e sviluppo ha superato i 110 miliardi di renminbi (circa 14,7 miliardi di euro) e abbiamo creato 313 laboratori tecnologici di base e avanzati”. Gao ha poi indicato sette centri regionali di ricerca e sviluppo all'estero e un team di oltre 30.000 persone, di cui più di 10.000 con un master o un dottorato. La presenza internazionale richiede infatti prodotti capaci di affrontare condizioni differenti: dal caldo e dalla sabbia del Medio Oriente alle piogge del Sud-est asiatico, fino alle strade europee, nel rispetto delle normative dei vari Paesi. La ricerca locale è quindi parte integrante della strategia di crescita del colosso cinese, insieme alla capacità di condividere tecnologie tra marchi e modelli.
Il modello CheryMind
Ed è proprio in questo che
CheryMind, il modello di IA dedicato all'ingegneria e all'interazione, assume un ruolo fondamentale. “CheryMind si concentra sull'IA fisica per portare il mondo terreno in quello digitale”, spiega Gao, sottolineando come sia destinato a supportare tanto i processi aziendali quanto diverse applicazioni, tra cui
veicoli intelligenti, robot e velivoli elettrici a decollo verticale. “In passato, per ottimizzare una forma erano generalmente necessari sei cicli di simulazione, per un totale di circa 125 giorni. Con la piattaforma di IA, per sei cicli sono sufficienti tre giorni”. Un'accelerazione che, nella visione del gruppo, serve a lasciare agli ingegneri più tempo per confrontare soluzioni e sviluppare nuovi prodotti. L'impiego degli strumenti digitali si estende poi alla gestione industriale. L'IA è già integrata in
1.500 processi aziendali end-to-end, mentre 60.000 dipendenti la utilizzano quotidianamente.
Una famiglia di processori superpotenti
La trasformazione passa anche dai
semiconduttori. “Per far funzionare CheryMind in modo ultra efficiente, stiamo sviluppando chip ad alte prestazioni dedicati. Li chiamiamo
serie Ziwei”, dice Gao. Tra questi figura il
processore C100, destinato a essere il cervello centrale dei veicoli e a supportare l'IA a bordo. L'entrata in produzione è prevista nel 2027, nella configurazione con due NPU, e la
potenza di calcolo complessiva dichiarata raggiunge
2.400 TOPS, con l'obiettivo di fare delle vetture Chery vere e proprie “auto pensanti”.