Il problema è ormai noto da tempo: la distrazione è una delle principali cause degli incidenti stradali. Tuttavia, come rileva una recente ricerca dell'Allianz Center for Technology, il suo reale impatto sulla sicurezza è ancora difficile da quantificare: la distrazione, infatti, è difficile da accertare dopo un incidente e può risultare sottorappresentata nelle rilevazioni ufficiali.
A tal proposito, il centro tedesco ritiene che possa possa contribuire a un incidente su tre nei nove paesi oggetto dello studio (Brasile, Italia, Germania, Spagna, Francia, Svizzera, Austria, Australia e Regno Unito). Non solo. L'Allianz Center for Technology mette sotto accusa "il significativo ampliamento delle funzionalità nei veicoli moderni" e il necessario controllo tramite touchscreen.
Nulla di nuovo, sia chiaro: Quattroruote, per dire, ha sollevato il problema già in passato, dedicandogli un articolo nell'edizione di aprile 2024. Inoltre, i costruttori hanno ormai chiara la questione. Lo dimostra il progressivo ritorno ai comandi fisici, almeno per le funzioni più critiche per la sicurezza, e anche la riduzione degli schermi dopo anni di una crescita quasi bulimica e incontrollata dei pollici dei display sul cruscotto. La ricerca tedesca, però, ha il pregio di mantenere alta l'attenzione su una criticità spesso sottovalutata.
La ricerca fa presente come "funzioni che in passato venivano azionate in modo intuitivo e senza distogliere lo sguardo dalla strada sono sempre più spesso trasferite nei menu digitali. Per attività frequenti, come l'aria condizionata o la radio, oggi sono spesso necessari più clic e, di conseguenza, i conducenti distolgono lo sguardo dalla strada più a lungo e più frequentemente, compromettendo potenzialmente la sicurezza alla guida".
“La nostra ricerca - aggiunge Klaus-Peter Röhler, membro del consiglio di gestione di Allianz - dimostra che lo stesso compito può richiedere, in un veicolo rispetto a un altro, una differenza anche del 25% in termini di attenzione visiva. Questo ci dice qualcosa di importante: la distrazione non è soltanto una questione di comportamento del conducente, ma anche di progettazione. Un'auto non è uno smartphone. Quando è in gioco la sicurezza, la funzionalità deve venire prima del design”.
In particolare, è la progettazione dell'interfaccia touchscreen del veicolo a incidere in modo significativo sui tempi in cui i guidatori distolgono lo sguardo dalla strada. Nei test comparativi tra veicoli esistenti, i conducenti si distraggono dalla guida per intervalli di tempo molto diversi: a seconda dell'attività e del concept del cockpit, il tempo totale con lo sguardo distolto dalla strada varia fino al 25%, pari a circa tre secondi per compiti identici. L'analisi di oltre 80 studi già pubblicati evidenzia che distogliere lo sguardo dalla strada per più di due secondi è associato a un aumento significativo del rischio di incidente.
Attenzione, però: per i ricercatori, il problema non è il touchscreen in sé, ma il modo in cui le funzioni critiche per la sicurezza vengono integrate nel cruscotto. “Per garantire un utilizzo sicuro del veicolo, sono necessarie raccomandazioni chiare su quali funzioni debbano essere controllate mediante comandi fisici e quali tramite touchscreen. Allo stesso tempo, le evidenze scientifiche sull'interazione uomo-macchina dovrebbero essere applicate in modo coerente per progettare interfacce touchscreen che distraggano il meno possibile i conducenti dalla strada”, afferma Christian Sahr, direttore dell'Allianz Center for Technology.
Le tesi della ricerca sono rafforzate anche da un sondaggio condotto nei nove Paesi. Il 79% degli intervistati ritiene che negli ultimi anni la tecnologia a bordo dei veicoli abbia aggravato il problema della distrazione e il 53% valuta il rischio di distrazione in generale come elevato o molto elevato. Tra coloro che sono stati responsabili di incident i negli ultimi tre anni, il 73% afferma che la distrazione abbia avuto un ruolo. Per quanto riguarda le funzioni critiche per la sicurezza, il 65% preferisce i comandi fisici ai menu touchscreen.
I risultati per la sola Italia vengono illustrati da Marcello Maria Zacchetti, responsabile Motor di Allianz, secondo il quale i dati "evidenziano una significativa consapevolezza dei rischi legati alla distrazione: l'84% degli intervistati ritiene che le tecnologie di bordo abbiano accresciuto il fenomeno - tale percentuale è tra le più alte nei Paesi analizzati - e il 65% esprime una chiara preferenza per comandi di bordo fisici".
"Sono indicazioni importanti per indirizzare l'evoluzione tecnologica degli strumenti di bordo verso investimenti su soluzioni più intuitive, semplici da utilizzare e realmente rispondenti alle esigenze dei guidatori. Per il settore assicurativo, e per Allianz, è fondamentale che questa evoluzione tecnologica avvenga proprio in questa direzione in modo da fornire effettivo supporto ai conducenti, favorire comportamenti più consapevoli e una mobilità sempre più sicura. La tecnologia genera valore quando migliora l'esperienza di guida e aiuta il conducente a mantenere l'attenzione sulla strada", avverte Zacchetti.
Detto questo, Allianz fornisce delle raccomandazioni per ridurre la distrazione e migliorare la sicurezza nell'auto digitale. La prima riguarda i costruttori, ai quali viene consigliato di progettare cruscotti in base alle condizioni di guida reali e con funzioni critiche, come tergicristalli, indicatori di direzione o fari anabbaglianti e abbaglianti, raggiungibili in modo rapido e intuitivo. In sostanza, il design deve cedere il passo alla funzionalità quando si parla di sicurezza.
La compagnia assicurativa si rivolge poi alle autorità, chiedendo una regolamentazione efficace, controlli e tecnologie di monitoraggio della distrazione. Infine, non manca un avvertimento ai conducenti: Allianz rimarca, infatti, che l'attenzione rimane, in ogni caso, il fattore decisivo per la sicurezza.