Al
Salone di Parigi abbiamo visto in anteprima la concept che anticipa la versione di serie della
Citroën 2CV, il primo modello del
gruppo Stellantis realizzato sulla
piattaforma E-Car, per una famiglia di modelli elettrici e accessibili, con un prezzo di partenza intorno ai
15 mila euro. Alla francese seguirà a breve distanza anche la cugina marchiata Fiat, che potrebbe
chiamarsi Koala, e il cui sviluppo procede di pari passo con quello della 2CV. C'è però in cantiere un
terzo modello confermato, di cui fino a questo momento si è parlato molto poco. Sarà una
E-Car marchiata Opel? Se sì, anche lei, come la Citroën, potrebbe riportare in vita un nome molto caro agli appassionati della Casa di Rüsselsheim. Parliamo della
Agila, utilitaria prodotta
dal 2000 al 2014 sulla base della
Suzuki Wagon R+ per la prima serie (fino al 2007) e della
Suzuki Splash per la seconda serie.
Come sarà la nuova Opel
Abbiamo immaginato la E-Car del Blitz con questi render: la nuova Opel potrebbe essere una
piccola monovolume come l'originale, mantenendo però la compattezza della 2CV e della Koala, entro i
quattro metri da un paraurti all'altro. Questo vuol dire
cofano cortissimo e sbalzi ridottissimi, per aumentare lo spazio a bordo.
Tra passato e presente
Come è stato per la Citroën 2CV, ipotizziamo che anche l'Agila possa
attingere al modello originale (qui sopra, la prima serie) in alcuni dei suoi elementi più caratteristici, come la
terza luce posteriore, le pratiche protezioni in plastica lungo la fiancata, ma anche i gruppi ottici posteriori con
elementi circolari al loro interno. Più moderno il taglio del frontale, con il
Vizor già visto sulle Opel più recenti, in cui spicca la
firma luminosa inserita nei gruppi ottici, collegati da una
striscia a LED che corre all'interno della mascherina.
Interni semplici e pratici
Per contenere i costi (e il
listino), la nuova Agila punterà tutto sull'
essenzialità, come del resto faranno anche le altre due E-Car di Stellantis: gli interni saranno semplici, con un
piccolo quadro strumenti e uno schermo dell'infotainment che, nelle versioni d'ingresso, potrebbe essere sostituito da un semplice
supporto per smartphone.
Motore e batteria ancora da scoprire
A decidere potenze e autonomie delle E-Car di Stellantis giocheranno
due fattori principali: la sostenibilità economica (per il produttore ma anche per il consumatore) e i
limiti imposti da Bruxelles sul peso delle elettriche accessibili. Prestazioni e autonomie saranno tarate per muoversi con
agilità nel traffico urbano, terreno d'elezione per questa famiglia di modelli.
Quando arriverà la nuova Opel?
Al momento i riflettori della stampa (e le attenzioni del gruppo) sono puntati sulla
Citroën 2CV e sulla
Fiat: le versioni definitive saranno presentate il prossimo anno e il debutto nelle concessionarie è atteso
per il 2028. Per l'eventuale Opel ci sarà da aspettare un po' di più, ma neppure troppo: la terza E-Car Stellantis arriverà qualche mese dopo le due "cugine" di piattaforma. Stando alle ultime dichiarazioni del gruppo Stellantis, tutti e tre i modelli saranno costruiti nello stabilimento di
Pomigliano d'Arco.
Un terzetto non inedito
I tre marchi del gruppo Stellantis lavorano già assieme nel settore della
mobilità urbana: dallo stesso progetto di quadriciclo leggero nascono infatti la
Citroën Ami, la
Fiat Topolino (da cui deriverà la prossima
Multiplina a quattro posti) e la
Opel Rocks Electric, disponibile sul mercato tedesco.