Ayvens ha svelato il nuovo Piano Strategico 2029, la "roadmap che guiderà la prossima fase di sviluppo della società del gruppo Société Générale nata dalla fusione tra ALD Automotive e LeasePlan, .
"Mentre l'esecuzione del piano PowerUP 2026 si è realizzata con successo con l'integrazione di ALD e LeasePlan e il raggiungimento di solidi risultati finanziari, Ayvens entra ora in una nuova fase di sviluppo", ha spiegato l'ad Philippe de Rovira. "Questa fase si baserà sulla ripresa di una crescita redditizia e porrà l'eccellenza operativa al centro di tutti i nostri processi e delle nostre iniziative. L'attuazione di questa roadmap strategica e finanziaria genererà una forte creazione di valore per tutti gli stakeholder e consentirà di migliorare i target finanziari, tra cui, in particolare, un Return on Tangible Equity compreso tra il 14% e il 16%".
Il piano conta su tre pilastri. Il primo, denominato "Grow", prevede un rafforzamento della presenza nei segmenti a maggiore potenziale e un aumento della flotta finanziata di almeno il 3% tra il 2026 e il 2029.
Ayvens punta soprattutto sulle aree geografiche e sui segmenti di mercato più redditizi. Per esempio, nel segmento retail l'obiettivo è crescere del 15% nel periodo 2026-2029, per superare la soglia dei 900.000 veicoli nel 2029 (rispetto ai 780.000 del 2026); mentre nei veicoli commerciali leggeri, si punta a una crescita del 10%, per raggiungere oltre 580.000 veicoli (oltre 530.000 del 2026). Inoltre, il Gruppo attuerà strategie di upselling sulla propria offerta di mobilità per trainare la crescita dei margini dei servizi. Tra queste, spiccano le iniziative per aumentare il tasso di penetrazione dell'offerta assicurativa e di copertura danni (dal 53% nel 2026 al 56% nel 2029) e il lancio di Ayvens Power, la soluzione di ricarica per veicoli elettrici, in 15 Paesi entro il 2029 (rispetto agli attuali due).
Il secondo pilatro (Excel) prevede, invece, un miglioramento dell'efficienza operativa, ottimizzando spese operative e costo dei servizi. Su quest'ultimo fronte, il gruppo punta a tagliare le spese, pari a 2,6 miliardi di euro nel 2025 tra riparazione, manutenzione e pneumatici, di circa il 2% attraverso azioni mirate a migliorare l'approvvigionamento (sourcing) e il controllo sui 3,1 milioni di veicoli in flotta. Ayvens prevede, tra le altre cose, un miglioramento del rapporto cost/income di 4 punti percentuali, da circa il 53% nel 2026 a circa il 49% nel 2029.
Infine, c'è il terzo pilastro (Transform). Ayvens prevede un significativo potenziale di crescita a lungo termine nel mercato del noleggio di auto usate grazie all'elettrificazione. Quando le prestazioni dei veicoli elettrici a batteria di seconda mano soddisferanno pienamente le aspettative dei clienti (in termini di prezzo, autonomia e tempi di ricarica), i ridotti costi di manutenzione consentiranno di sviluppare soluzioni di mobilità più accessibili rispetto ai veicoli nuovi. Ayvens punta a un tasso di crescita annuo composto del 13%, con l'obiettivo di raggiungere una flotta di oltre 100.000 veicoli come primo traguardo.
Il piano è stato elaborato sulla base di precise ipotesi macroeconomiche (Pil in graduale aumento fino a circa l'1,5%, tasso sui depositi presso la Bce in miglioramento fino al 2,75% e inflazione in assestamento a circa il 2%) e considerando la fase di transizione dell'elettrificazione (le Bev sono viste a circa il 50% del mercao nel 2030, rispetto al 20% del 2025), la progressiva riduzione dell'incertezza sui valori residui delle elettriche grazie alle migliori prestazioni dei veicoli e a una maggiore accettazione da parte dei clienti e le tendenze al ribasso dei prezzi di ibride plug-in e auto a batteria e al rialzo per le vetture tradizionali.
In questo contesto, Ayvens punta ad accrescere gli earning asset (attività fruttifere) di circa il 10% e a margini in crescita in valore assoluto (in lieve flessione se espressi in punti base degli earning asset a causa dell'impatto dell'elettrificazione. Inoltre, il contributo del risultato della vendita di auto usate al margine operativo lordo è previsto su livelli contenuti, mentre le spese operative sono viste in contrazione in termini assoluti. Quanto al piano finanziamenti, il gruppo continuerà a diversificare le proprie fonti di provvista e punta a una raccolta netta annua da 1 a 2 miliardi di euro per i depositi retail e a emettere cartolarizzazioni per 1/2 miliardi e obbligazioni per 2/3 miliardi.