Toyota sarebbe pronta a vendere ad altri costruttori i
propri motori termici e i relativi sistemi ibridi: l'obiettivo della Casa giapponese è arrivare a circa
1,5 miliardi di euro all'anno di ricavi da forniture esterne entro il 2032, contro gli attuali 500 milioni di euro dell'esercizio corrente. L'operazione riguarderebbe i
powertrain di prossima generazione che debutteranno sulla prossima Corolla, forse già a partire dal 2027.
A chi potrebbe venderli?
I primi candidati "naturali" per questa operazione sono ovviamente i
marchi partner, a cominciare da
Daihatsu, controllata al 100% dalla Casa giapponese, seguita da
Subaru (21,5% dei diritti di voto) e da
Mazda (5,1%), che sta lavorando a un proprio
powertrain full hybrid, il cui debutto è previsto nel 2027 sulla
SUV CX-5. Non sono però da escludere partnership con altre Case, anche
al di fuori del Giappone.
Un nuovo approccio
Il
nuovo powertrain a cui sta lavorando Toyota cambia completamente impostazione rispetto agli ibridi tradizionali: motori, sistema ibrido ed elettronica vengono
progettati insieme fin dall'inizio, e non per essere adattati a un motore termico convenzionale. L'obiettivo è ottenere un'
unità più compatta, con consumi in
calo di oltre il 15% rispetto agli attuali grazie a motori più piccoli ed efficienti, minori attriti, migliore gestione termica e
minori dispersioni elettriche.
C'è spazio anche per V6 e V8
In questa nuova famiglia di motori dovrebbe esserci un
1.5 aspirato, destinato a sostituire il 1.8 e il tre cilindri 1.5 attuali,
un 1.5 turbo con prestazioni da 2.5 aspirato e un
nuovo 2.0 turbo, che dovrebbe superare per potenza l'attuale 2.4 turbo (consumando meno). L'architettura sarà inoltre
modulare: oltre al quattro cilindri in linea, potrà essere declinata su sei cilindri in linea,
V6 e perfino V8. I motori sono pensati per carburanti rinnovabili e a zero emissioni di carbonio e arriveranno in coincidenza con le
norme Euro 7.