Volkswagen ha sospeso lo sviluppo della
prossima Golf elettrica di Wolfsburg: lo stabilimento non avrebbe
raggiunto gli obiettivi di costo. È quanto riporta
Automotive News sulla base di un memo interno firmato da
Thomas Schäfer, responsabile dei marchi core del gruppo (Volkswagen, Skoda, Seat e Cupra): "So cosa rappresenta la Golf per Volkswagen e per Wolfsburg", scrive Schäfer, "e per questo
non è stata una decisione facile. Ma in questo momento non possiamo permettercelo". Il documento parla di un deficit di costi per lo stabilimento di
300 milioni di euro.
La ID. Golf non è cancellata
La nuova
ID. Golf era inizialmente
prevista per il 2028, e già lo scorso maggio era stata
posticipata al 2030. Il direttore finanziario David Powels ha spiegato che
lo stop è solo temporaneo, ma senza specificare quando potranno riprendere i lavori.
Le difficoltà di Wolfsburg
La decisione accende nuovamente le luci sulle
difficoltà finanziarie del gruppo Volkswagen, che nel
piano di ristrutturazione presentato a settembre ha definito le misure per "migliorare in modo sostenibile la nostra redditività: una
gamma di modelli semplificata, strutture più semplici, costi dei veicoli ridotti, minori costi generali,
maggiore efficienza nei nostri stabilimenti". E che prevedono, tra le altre cose, il taglio di
100 mila posti di lavoro e lo
stop alla produzione in almeno quattro impianti tedeschi.
I conti del gruppo
Nei primi nove mesi del 2026 il gruppo ha registrato
ricavi per 233,4 miliardi di euro (-2%) e un risultato operativo di appena 0,1 miliardi, contro i 5,4 dello stesso periodo del 2025, con una perdita operativa di
5,9 miliardi di euro: si tratta del passivo trimestrale più pesante dal 2015. Risultati troppo bassi, spiega il direttore finanziario
Arno Antlitz , "per continuare a investire con decisione nel nostro futuro". A pesare, oltre ai dazi americani, alla
Cina in contrazione e alla pressione competitiva in Europa, c'è anche il
successo delle elettriche: oggi garantiscono
profitti inferiori alle termiche e rappresentano circa il 40% del portafoglio ordini europeo.