Dal 2027 gli agenti e i rappresentanti di commercio potranno dedurre il
90% dei costi delle auto elettriche e ibride, con un costo massimo riconosciuto dal fisco di 35.000 euro. Lo prevede l'articolo 22 del
disegno di legge di bilancio approvato dal governo il 28 ottobre e attualmente all'esame della Camera.
Cosa cambia rispetto alle regole attuali
Un intervento circoscritto a questa categoria di contribuenti che lascia l'amaro in bocca alle principali associazioni dell'auto, che lo scorso settembre avevano chiesto al governo proprio
un intervento sulla deducibilità delle auto aziendali, finalizzato ad aggiornare massimali e percentuali per le auto elettriche e plug-in. Premesso che la partita si giocherà nelle prossime settimane in parlamento, vediamo nel dettaglio cosa cambia, per ora, per gli agenti e i rappresentanti di commercio. E
cosa potrebbe cambiare durante l'iter di conversione in legge.
Oggi, per chi deduce analiticamente i costi dell'attività, la percentuale è dell'80%, indipendentemente dall'alimentazione. Il limite sul costo dell'auto è di 25.822,84 euro, anche ai fini del calcolo della quota deducibile dei canoni di leasing. Per le auto elettriche e ibride – tutte le ibride, coerentemente con le mediamente impegnative esigenze di mobilità di questa categoria di contribuenti -
il ddl alza sia la percentuale, dall'80 al 90%, sia il costo massimo riconosciuto, da 25.822,84 (i vecchi 50 milioni di lire) a 35.000 euro. Per le altre alimentazioni resterebbero l'80% e il limite di 25.822,84 euro. Il riferimento ai veicoli ibridi comprende, come specificato nella relazione tecnica che accompagna il disegno di legge, tutte le tecnologie -
mild, full e plug-in - senza soglie di emissioni di CO2. L'effetto combinato è rilevante: per un'auto dal costo fiscalmente rilevante di 35.000 euro, il totale deducibile, ossia il costo sottratto al reddito imponibile nel corso degli anni, salirebbe
da 20.658,27 a 31.500 euro, il 52,5% in più. Per
locazione e noleggio, invece, il ddl conferma il limite annuo di 5.164,57 euro già previsto per gli agenti e rappresentanti. Ma per elettriche e ibride crescerebbe comunque la quota deducibile grazie al passaggio dall'80 al 90%.
Ovviamente, per chi applica il regime forfettario, e quindi non applica una deduzione analistica delle spese, non cambia nulla. Circa 156 mila i veicoli potenzialmente coinvolti
La relazione tecnica che accompagna il ddl bilancio stima in circa 156 mila i veicoli riconducibili agli agenti e rappresentanti di commercio,
assumendo una sostituzione media ogni quattro anni e una quota dei nuovi acquisti del 54% per le ibride e del 6% per le elettriche.
Sempre la relazione tecnica indica complessivamente maggiori spese deducibili annue per 15,8 milioni di euro e maggiori ammortamenti deducibili per 14,2 milioni a partire dal 2027. Sul piano del gettito fiscale, invece, gli effetti di cassa sono stimati in zero nel 2027, 7,5 milioni di minori entrate nel 2028, fino a 20,6 milioni nel 2031 e 17,5 milioni annui dal 2032. Lo zero iniziale riguarda, ovviamente, l'impatto fiscale, non l'applicazione delle nuove deduzioni. La delusione di Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae. Ma la partita è ancora aperta
Come accennato all'inizio, il ddl ha deluso le aspettative delle associazioni di settore - Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae - che lo scorso settembre
avevano chiesto al governo di portare il massimale da 18.075,99 (i vecchi 35 milioni di lire) a 26 mila euro e quello del noleggio da 3.615,20 a 5.200 euro,
innalzando la deducibilità al 30% per le plug-in con CO2 superiore a 90 g/km, al 40% per quelle con emissioni fino a 90 g/km e al 60% per le elettriche rispetto all'attuale 20% generalizzato. Per le
vetture assegnate in uso promiscuo ai dipendenti, invece, le percentuali richieste erano, rispettivamente, del 73%, del 77% e del 90% contro il 70% attuale. Nulla di tutto ciò. Tuttavia, il fatto che la misura adottata nei confronti degli agenti e dei rappresentanti intervenga proprio sui massimali e sulle percentuali delle auto elettriche e ibride
lascia aperta la possibilità che in sede di conversione, coperture permettendo, la revisione della deducibilità dei costi
possa essere allargata a tutte le company car, sia alle vetture in pool sia a quelle in uso promiscuo. Si vedrà.