Quasi 750 CV e 120 km in più: la Polestar 5 Long Range convince anche più della Performance


Data inizio: 05-11-2026 - Data Fine: 05-01-2027


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Il sole del tardo pomeriggio scende lentamente dietro le montagne e allunga le ombre sulla stretta litoranea che collega Como a Bellagio. È uno degli scenari più affascinanti d'Italia, ma anche uno dei più impegnativi per un'auto lunga oltre cinque metri e larga poco più di due.

La Polestar 5, con i suoi 5,09 metri di lunghezza e circa 2,06 metri di larghezza (con retrovisori aperti, che diventano 2,02 ripiegandoli), affronta però il percorso con una naturalezza sorprendente, aiutata all'occorrenza da un sistema di telecamere a 360 gradi dall'ottima definizione, che consente di cavarsi d'impaccio nei passaggi più stretti o quando si incrocia un veicolo di taglia XL.

A proposito di visibilità, fra le peculiarità della Polestar 5 va citata l'assenza del lunotto tradizionale, la cui funzione è assolta da un retrovisore elettronico, a cui comunque mi sono abituato piuttosto in fretta. 

Il lusso silenzioso che conquista

In prossimità di una sosta presso l'hotel più rinomato di Bellagio, solcando le strettissime vie della Ztl (a cui accediamo con le dovute autorizzazioni), l'ingombrante presenza della berlina elettrica del gruppo Geely (che la produce in Cina, mentre la progettazione è svedese) costringe i numerosi turisti a farsi da parte lungo i muri delle antiche case del comune lariano.

Eppure il nostro passaggio non suscita fastidio, semmai curiosità per l'originalità e l'eleganza delle moderne forme (inclusa la già citata assenza del lunotto).

Nell'abitacolo l'atmosfera è altrettanto raffinata. Lo stile scandinavo punta sulla pulizia delle linee e sulla sobrietà, senza rinunciare al lusso: i sedili elettrici offrono ampie possibilità di regolazione e la funzione massaggio, l'impianto audio Bowers & Wilkins restituisce un suono nitido e potente e il grande tetto panoramico in vetro inonda l'ambiente di luce, aumentando la sensazione di spazio a bordo, soprattutto per chi viaggia dietro.

Per chi desidera, è disponibile anche la versione elettrocromica oscurabile.

Promette oltre il 20% di strada in più

Ritornando alla volta di Como, la strada si fa più guidata e lì emerge l'altra anima della Polestar 5: sterzo preciso, spinta immediata - ma sempre progressiva - e un telaio che riesce a mascherare efficacemente la massa importante della vettura (2.500 kg dichiarati).

Sono al volante della Dual Motor Long Range, che se da un lato rappresenta la versione, per così dire, d'accesso in termini di potenza e di prezzo (748 cavalli e 119.800 euro), dall'altro offre una maggiore autonomia rispetto alla Performance (884 CV e 144.800 euro), che avevamo già provato qualche mese fa.

Per lei, 678 km di media dichiarata contro i 558 della Performance. Il tutto, a parità di batteria: da 112 kWh. 

Sensazioni da moderna granturismo

Fra le curve che portano al passo del Ghisallo, è difficile cogliere differenze significative sul piano delle prestazioni o del comportamento dinamico fra le due versioni della Polestar 5. Nel mio test non ha pesato neppure l'assenza degli ammortizzatori a controllo elettronico MagneRide, riservati alla Performance: quelli passivi della Dual Motor assecondano bene anche la guida più spigliata e offrono comunque un ottimo livello di confort.

Efficace anche l'insonorizzazione: l'ambiente resta ovattato anche sui fondi meno regolari e contribuisce a trasformare il viaggio in un'esperienza rilassante, più da granturismo che da sportiva pura. Un equilibrio che ben si sposa con le forme eleganti della carrozzeria, filante e moderna senza risultare eccessiva.

Alla fin fine mi convinco che è proprio la Dual Motor Long Range a incarnare al meglio la missione di questa vettura: coniugare prestazioni, comfort e piacere di viaggio, con un'autonomia invidiabile.




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